«Cisint non dice il vero sui fondi perduti»

«A quasi di due anni di distanza dalle elezioni il sindaco Anna Cisint crede ancora di essere in piena campagna elettorale. Non si spiegano altrimenti i toni usati per annunciare la prossima visita dell’assessore regionale Bini a Monfalcone (sembra lo aspetti un tour de force molto intenso), che denunciano un “maltrattamento” da parte della Regione (ovviamente governata dal centro-sinistra) nei confronti della città dei cantieri e di tutto il territorio». Le bordate arrivano dal consigliere regionale isontino del Pd , Diego Moretti che critica il primo cittadiono di Monfalone «che imputa anche ad altri (Fvg Strade e giunta regionale) pure il ritardo su alcune opere pubbliche (vedi la “bretella” di Panzano, i cui lavori sono fermi per il ritrovamento di amianto e altri rifiuti lungo il percorso.
«Mancano 7 o 10 milioni di euro che a suo dire “sarebbero stati scippati” al Comune - accusa Moretti - oppure di soldi mai stanziati per danni subiti (citando il passaggio dei camion con le bramme), per arrivare al fatto che Monfalcone è stata maltrattata per l’uscita dall’Uti, per chiedere infine la presenza dell’ufficio turistico in piazza Repubblica. Il tutto richiesto formalmente nei giorni scorsi con tre lettere alla Regione».
Nel riconoscerle «grinta e determinazione» secondo il consigliere di opposizione di centrosinistra ad Anna Cisint «va anche detto che nulla di quanto è stato denunciato in termini di maltrattamento da parte della Regione nei confronti della città, corrisponde al vero». L’esponente a questo punto replica punto per punto: «Sui fondi Pisus Monfalcone è in graduatoria (tra i 14 progetti finanziati) ed è stato finanziato per 3 milioni di euro. Sulle bramme, posto che il problema riguarda non solo Monfalcone ma anche Staranzano, San Canzian e San Giorgio in primis, e al di là della strampalata e scorretta proposta della stessa Cisint di deviare il traffico pesante attraverso Doberdò, ricordo che è stata l’assessore Santoro a stanziare per la prima volta 3 milioni di euro a favore degli operatori portuali per spostare i servizi di trasporto dalla strada al mare o ferrovia». Nemmeno le teorie sulla penalizzazione per l’uscita dallìUti sono esatte, nemmeno questo è esatto. «Uscendo dall’Unione dei Comuni Carso Isonzo Adriatico- sostiene Moretti - il Comune di Monfalcone si è rifiutato di applicare una legge. Diversamente però da quanto ha fatto balenare in maniera più o meno esplicita Cisint, il Comune non ha subito alcuna decurtazione di trasferimenti ordinari regionali. Sulla richiesta di liberalizzazione del tratto Lisert-Villesse (decennale battaglia bipartisan di tutto il territorio sulla quale tutte le giunte regionali degli ultimi 20 anni non hanno potuto fare nulla per evidenti ragioni di carattere economico-finanziario) e di richiesta di blocco dell’iter dei lavori del prossimo ampliamento della barriera del Lisert (anche qua spostandola a Villesse), faccio notare che una tale operazione farebbe crescere i costi di intervento da 15 a 60 milioni di euro. Ce lo possiamo permettere come cittadini e istituzioni? »
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