Città a misura di mici Arriva l’oasi felina

Gorizia sarà una delle prime città della regione ad avare un’oasi felina comunale, uno spazio tutto a “misura di gatto”. La novità è emersa dall’incontro che ha messo di fronte in municipio i rappresentanti del Comune (in primis il sindaco Rodolfo Ziberna e l’assessore al Benessere degli animali Chiara Gatta), le “gattare” responsabili delle colonie e i volontari che le sostengono, i vertici dell’Aipa e il presidente dell’ordine dei veterinari Giovanni Tel.
Per la nuova oasi felina comunale sono già stati stanziati i 20 mila euro utili alla progettazione, che dovrebbe completarsi nei prossimi mesi in modo tale che, negli auspici dell’amministrazione comunale, i lavori possano partire nel corso del prossimo anno.
L’oasi sorgerà in via degli Scogli, nello stabile che è già sede dell’Aipa e dove si trovava il pronto soccorso per gatti, che sarà riadattato per rispondere alle caratteristiche previste dalla legge regionale. Saranno sistemati anche gli spazi interni – dove già un tempo aveva sede l’ambulatorio veterinario – e si procederà a rinnovare e innalzare le recinzioni. Di strutture simili, vere e proprie oasi (come dice il nome) per i gatti, ve ne sono già diverse anche nella nostra regione, ma in gran parte queste sono gestite da associazioni private. Ecco perché quella di via degli Scogli, comunale, sarà una novità. «Avremo modo di dare uno spazio adeguato e accogliente ad esempio per le bestiole che non hanno più una casa dopo la morte del loro amico umano – spiega l’assessore al Benessere degli animali Chiara Gatta -, o per i gatti che devono essere spostati da colonie feline in esaurimento. In questi anni abbiamo preso a cuore questo problema, aumentando anche le risorse a sostegno delle colonie feline». Se fino a due anni fa venivano destinati allo scopo 1.800 euro, ora si è già arrivati a quota 5 mila. «Puntiamo anche a far partire a breve una campagna di comunicazione contro l’abbandono degli animali, e dei gatti in particolare – spiega l’assessore -, e in autunno pensiamo di organizzare un corso per avvicinare nuovi volontari».
Le gattare referenti delle 51 colonie censite a Gorizia sono una trentina, affiancate però da diversi altre persone. Una “squadra” che, come spiega il veterinario Giovanni Tel, va sostenuta e coordinata. «Questo è il senso di incontri come quelli che abbiamo vissuto in Comune, e che sono molto utili – dice -. L’obiettivo deve essere quello di ottimizzare gli sforzi delle gattare, per le quali organizzeremo anche dei corsi di formazione, promuovendo conoscenza e cultura. Esiste ancora una parte di amanti degli animali che non comprende o accetta ad esempio la sterilizzazione, che però è fondamentale invece per contenere il numero dei gatti delle colonie feline, e assicurare dunque a ciascuno di loro una cura adeguata, e un’alimentazione sufficiente. Gorizia, in ogni caso, è un modello per la gestione delle colonie, visto che il censimento è costante, così come il controllo e le sterilizzazioni». Promosso dal presidente dei veterinari anche il progetto dell’oasi comunale. «Una cosa tanto bella quanto utile, che permetterà di restituire spazi aperti e un ambiente ideale a tanti gatti – dice Tel -. Il gatto vive in gruppo per necessità, nelle colonie, ma resta un animale indipendente, e dunque se costretto a vivere in un luogo chiuso e ristretto sviluppa stress che può portare a patologie e problemi. Ben venga allora un’oasi felina di questo tipo». —
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