«Città esclusa dalla governance dello scalo»

Il sindaco Cisint rilancia le accuse sulle carenze del decreto. Oggi un summit con l’assessore Pizzimenti
Bonaventura Monfalcone-04.05.2017 Automobili-Porto-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-04.05.2017 Automobili-Porto-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

Nel giorno in cui, con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, Portorosega entra nel sistema con Trieste, il sindaco Anna Maria Cisint rilancia il problema della governance da cui è stata esclusa Monfalcone.

«Questa è la gravissima eredità che ci ha lasciato la giunta Serracchiani, il Ministro De Rio e anche ex-parlamentare Brandolin, che era stato relatore alla Camera, lesiva della dignità del nostro territorio, ma soprattutto penalizzante per le prospettive dello scalo. Alla nuova autorità di sistema, infatti, competono scelte fondamentali relative all’assetto portuale, agli investimenti, ai traffici e alla valorizzazione delle aree. Per questo è fondamentale che Monfalcone partecipi a pieno titolo nelle decisioni che riguardano il nostro porto che conta grandi potenzialità legate al sistema logistico dei collegamenti e alla disponibilità di aree retro portuali».

Il sindaco ha ribadito in una lettera la posizione del Comune al nuovo presidente della Regione e al nuovo assessore regionale alle infrastrutture. Proprio questa mattina il sindaco ha un appuntamento per un incontro con il nuovo assessore regionale alle infrastrutture Graziano Pizzimenti e con la dirigenza, si parlerà proprio di porto e prospettive e Cisint lo farà non solo come sindaco ma come vice-presidente dell’Azienda speciale porto di Monfalcone.

Si parlerà di sviluppo dello scalo, dei problemi delle bramme non ancora risolti e dei nuovi rapporti con l’Autorità di sistema.

«Il problema – sottolinea ancora il sindaco – poteva essere risolto alcuni mesi fa con un semplice emendamento al decreto del ministero dei trasporti e sul quale era d’accordo anche l’Anci Nazionale, basato su solidi presupposti legati al ruolo nazionale e alla presenza di un’azienda speciale. Tra l’altro la nuova fase si innesta su non poche contraddizioni, come quelle relative a alcune competenze e procedure previste nella legge regionale 12. Lo stesso piano regolatore portuale in fase di predisposizione è ancora gestito dalla Regione. Ma il nodo primario è rappresentato dall’Autorità portuale all’interno delle quale deve essere garantita la presenza del Comune di Monfalcone, unica condizione affinché il nuovo sistema con Trieste possa essere gestito in forma adeguata e rispettosa delle esigenze e delle istanze del territorio. Per questo mi batterò perché si rimedi a questo esproprio dei diritti della nostra città».

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