Clini “sospende” il rigassificatore per 6 mesi

Con un decreto il ministro blocca l’efficacia della Via rilasciata nel luglio 2009 e invita Gas Natural a trovare un nuovo sito
Di Matteo Unterweger
Silvano Trieste 10/12/2012 Cattedra di San Giusto, i manifestanti, i disordini
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Se non è una battuta d’arresto decisiva, forse anche definitiva, quanto meglio ci assomiglia parecchio. Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha rifissato in un sol colpo i termini di tempo e anche di contenuto per il progetto del rigassificatore proposto da Gas Natural. L’altro pomeriggio a Roma ha infatti firmato il decreto con cui è stata sospesa per sei mesi l’efficacia della Valutazione di impatto ambientale (Via) rilasciata nel luglio del 2009 alla società iberica relativamente all’impianto che la stessa vorrebbe costruire nella zona di Zaule. Una frenata netta, secca, quella sancita da Clini. Il decreto stabilisce nel contempo in 180 giorni il tempo a disposizione del proponente per l’individuazione di una nuova localizzazione compatibile con il nuovo Piano regolatore portuale. E quindi con tutto quello che lo stesso prevede in termini di sviluppo e di conseguenza con la crescita dei traffici portuali prospettata dall’Autorità portuale e recepita - con delibera - dalla Regione. Gas Natural Rigassificazione Italia deve insomma trovare un altro sito, alternativo a quello di Zaule, per portare avanti il proprio progetto. Una sorta di missione impossibile, pare di capire, se si pensa alla sottolineata incompatibilità fra l’attività futura del porto triestino e il passaggio in golfo delle navi gasiere.

Il decreto prevede anche una seconda possibile soluzione, da definire nei 180 giorni: la rideterminazione da parte dell’Authority delle sue previsioni di sviluppo del porto, in modo da creare le condizioni per la presenza del rigassificatore. Significherebbe cioè, come spiega il ministro Clini, «modificare il Piano regolatore portuale (il cui iter di approvazione è peraltro ancora in corso, ndr) in modo da renderlo compatibile con il progetto del terminale». Il che vorrebbe dire innestare la retromarcia su: costruzione della piattaforma logistica, raddoppio del Molo Settimo, realizzazione del terminal ro-ro a Muggia. Difficile ipotizzare stravolgimenti del genere. «Quando si prende una strada, si va avanti», ha sintetizzato ieri Marina Monassi, presidente dell’Autorità portuale. Giusto per mettere Gas Natural sull’avviso.

Il decreto ha recepito il parere espresso l’altro giorno dalla Commissione Via del Ministero dell’Ambiente a conclusione dell’istruttoria supplementare sul progetto, «effettuata sulla base del rapporto dell’Autorità portuale di Trieste del dicembre 2012 sui programmi di sviluppo dello scalo - si legge in una nota del ministero -. Durante l’istruttoria, la Commissione Via ha anche acquisito i pareri contrari al progetto presentati dal Comitato portuale e dalla Regione Friuli Venezia Giulia». Il documento è stato inviato al ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, per la controfirma come previsto dall’iter. Dal momento della sigla di Ornaghi scatteranno i 180 giorni a disposizione di Gas Natural. Si finirà, presumibilmente, a ottobre e con un altro governo in carica. La decisione definitiva spetterà quindi al prossimo esecutivo. Con buona pace del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, convinto sostenitore del rigassificatore. Del decreto firmato da Clini, Passera è stato informato con una lettera inviatagli dal ministero dell’Ambiente. Chissà come l’avrà presa. Di certo diversamente dagli enti locali, che invece hanno a più riprese e compattamente professato in via ufficiale la loro contrarietà all’insediamento.

«Il nuovo decreto – riassume il ministro Clini – sospende l’efficacia della Via rilasciata nel luglio del 2009 e rinvia alla Gas Natural e all’Autorità portuale la decisione di provvedere entro sei mesi a individuare per l’impianto una localizzazione alternativa compatibile con il Piano regolatore portuale, oppure a modificare il Piano regolatore in modo da renderlo compatibile con il progetto del terminale». «Il provvedimento - aggiunge una nota del ministero - prende atto delle mutate situazioni del traffico marittimo a Trieste e delle prospettive di potenziamento delle attività previste dal Piano regolatore portuale. Il rigassificatore, se realizzato con le modalità progettate dalla Gas Natural, non appare compatibile con il traffico portuale attuale e soprattutto con gli sviluppi futuri». Cosa accadrà alla fine se, trascorsi i 180 giorni, Gas Natural non troverà un sito alternativo o se l’Autorità portuale non modificherà Piano regolatore e prospettive di sviluppo? O gli spagnoli rinunceranno al progetto o la Via del 2009 - si sussurra da Roma - verrà revocata definitivamente. Qualora invece una nuova localizzazione dovesse essere individuata, la procedura di valutazione si riaprirà dall’inizio.

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