Clochard, baracche, spazzatura e erbacce Casa rossa insorge: «Qui c’è solo degrado»

Ancora proteste da residenti e esercenti: «Presentati esposti ai vigili urbani, ma sembra inutile. Manutenzione zero»
Bumbaca Gorizia 18.09.2020 Degrado alla casa rossa con barbone © Foto Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 18.09.2020 Degrado alla casa rossa con barbone © Foto Pierluigi Bumbaca

Francesco Fain

«Casa rossa rimane la cenerentola. Non sappiamo più a che santo votarci. C’è un clochard di nazionalità slovena che, da anni ormai, continua a dormire all’addiaccio, facendo i propri bisogni in strada, accanto a una pizzeria e a un bar. Tutte le segnalazioni e gli esposti sono finite nel nulla. La manutenzione, anche ordinaria, semplicemente non c’è. Trionfano erbacce e continuano ad esserci cumuli di materiale edile di cantieri aperti in giro per la città. Lasciamo poi stare le buche e le sconnessioni che, ormai, non si contano più».

Scoppia la protesta nel piazzale della Casa rossa. Anzi, si riaccende con ancora maggiore veemenza dopo la presentazione, giovedì mattina, del progetto vincitore relativo alla riqualificazione della piazza della Transalpina. D’accordo, si tratta di luoghi dal significato storico completamente diverso ma quel che fa più arrabbiare chi lì ci lavora e vive è l’assenza totale di manutenzione. Non si batte chiodo. Tutto è rimasto cristallizzato e quel piazzale, sino a prova contraria, è anche l’accesso all’Italia per chi proviene dell’ex valico della Casa rossa.

A farsi portavoce dei mal di pancia è, ancora una volta, Paolo Milloni. Non vuole mollare, non vuole arrendersi all’idea che tutto debba andare avanti così, nell’immobilismo. «Il Comune continua a rispondere che ci sono le proposte elaborate dagli studenti della facoltà di Architettura. Ottime idee, per carità, ma non c’è traccia di progetti veri, finanziamenti, cronoprogrammi. Si vive nell’indeterminatezza. Io mi sforzo, con il mio bar, di dare luce e vivacità all’area ma, in certe giornate, vengo preso dallo scoramento e dall’avvilimento. Basta guardarsi attorno. Erbacce ovunque, buche sui marciapiedi, una tristezza assoluta. E poi, quella baracca con il clochard che sopravvive in quelle condizioni. Ma è mai possibile - si chiede Milloni - che nessuno faccia nulla? Non solo dal punto vista sociale ma anche da quello igienico è una situazione inaccettabile».

Peraltro, quella baracca è stata rifugio, negli anni passati, anche di un gruppo di extracomunitari. Il problema, pertanto, non è nuovo.

Chi lì ci vive ricorda come, negli anni passati, si procedeva spesso con riasfaltature e rifacimenti dei marciapiedi. Quella, a sentire le memorie storiche del luogo, era un’area «curata». Oggi è diventata una periferia dimenticata in tutti i sensi, sia commercialmente sia anche dal punto di vista delle urgenti manutenzioni. «Senza contare - conclude Milloni - quei cumuli di materiale edile, anche di cantieri vecchissimi, probabilmente già chiusi da tempo. Invito il sindaco e la giunta a venire qui a fare una passeggiata affinché si rendano conto che non siamo in preda alle visioni». —

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