Col progetto Prepustnica la storia della frontiera fa un altro passo avanti

Sta per concretizzarsi il progetto “Lasciapassare/Prepustnica-Il valico del Rafut e il confine: storytelling, materiali fotografici, testimonianze”. Un percorso della memoria a cielo aperto dedicato alla gente di confine, per il quale il Comune ha appena chiesto un contributo da 20 mila euro.
Il finanziamento si riferisce a un avviso approvato dalla giunta regionale per un fondo che ha come obiettivi la valorizzazione del patrimonio storico ed etnografico del Friuli Venezia Giulia, da realizzarsi attraverso studi e ricerche storiche, registrazioni e digitalizzazione di testimonianze, il ripristino di materiale audiovisivo e fotografico e la creazione di attività espositive, prodotti multimediali e fotografici. Il bando scadeva il 30 marzo scorso.
Secondo una recente delibera del Comune, la domanda è stata inoltrata indicando quali partner a titolo gratuito il Comune di Nova Gorica, il Goriski Muzej, Il Gect/Ecoc 2025! e Isig. Inclusa nella partnership anche l’associazione Quarantasettezeroquattro per la quale è previsto un riconoscimento di 5 mila euro. Se il progetto verrà approvato, il sodalizio si occuperà di fornire un supporto di stampo storico-scientifico, indirizzando la ricerca, la conduzione delle interviste e la digitalizzazione delle stesse che serviranno anche per uno sviluppo artistico degli elaborati che saranno collocati nel giardino della ex casetta confinaria sul Rafut ed eventualmente lungo il confine.
L’attuale iniziativa è una prosecuzione del progetto “Lasciapassare/Prepustnica Gorizia/Nova Gorica - La vita sul confine – Laboratorio storico nell’ex casello confinario del Rafut”, già approvato nel corso del 2019 e in fase di realizzazione.
La proposta aveva come obiettivo principale la raccolta e la valorizzazione di testimonianze orali focalizzate sulla storia di Gorizia e Nova Gorica dal dopoguerra all’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea, con particolare attenzione al tema del confine. Le testimonianze raccolte verranno rese fruibili sia all’interno della casetta confinaria, sia nel suo giardino che verrà riordinato con semplici manutenzioni e dove saranno collocate delle sagome artistiche in legno e metallo, sulle quali saranno riportati alcuni estratti delle testimonianze raccolte, con l’intento di far emergere i diversi punti di vista sui momenti centrali della storia del territorio.
Alcuni di questi manufatti eventualmente saranno collocati in corrispondenza di altri valichi della città o in luoghi di confine, con l’intento di creare un percorso museale a cielo aperto attraverso spazi esemplificativi della memoria comune. Secondo i suoi proponenti, il piano di attività ideato va a costituire un importante tassello del percorso culturale, didattico e turistico che sta crescendo a cavallo del confine, contribuendo a creare un nuovo baricentro tra Gorizia e Nova Gorica, collegandosi al piccolo Museo del contrabbando, appena aperto dall’altro lato del Rafut e al Museo del confine in piazza Transalpina. —
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