Colombin in crisi Sindacati freddi sul piano Boulgoute

In attesa della decisione del Tribunale sulla richiesta di fallimento della Colombin prevista tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima, lavoratori e sindacati restano col fiato sospeso. E per il momento non basta ad autorizzare l’ottimismo la proposta di dare continuità all’azienda presentata da Rahhal Boulgoute, l’imprenditore marocchino che controllava in precedenza la Colombin prima della cessione di una parte delle quote, all’inizio dell’anno.
Boulgoute ha fatto depositare in Tribunale una memoria in cui si dichiara pronto a presentare «un concordato competitivo per salvare l’azienda e le famiglie». Come garanzia, l’attestazione di capacità finanziaria da 50 milioni del Credit Agricole di Rabat. I sindacati restano perplessi. «Nel corso degli anni Boulgoute ha fatto tante promesse, ma se ora ci si trova in questa situazione evidentemente anche lui ha commesso degli errori – osserva Giorgio Lazzarini, responsabile territoriale di Trieste e Gorizia per la Filca Cisl Fvg–. E poi, forse, si è fidato delle persone sbagliate, sempre se pensiamo al fatto che adesso siamo in attesa di una sentenza che, purtroppo, rischia di decretare il fallimento».
«Boulgoute lo conosciamo e ci fa piacere che si dichiari di nuovo pronto a investire, ma non possiamo fidarci solo delle promesse, né concedergli fiducia a priori senza aver prima preso visione nel dettaglio della sua proposta – sottolinea Massimo Marega della Fillea Cgil –. Non dimentichiamo gli errori che ha commesso e il fatto che proprio lui ha ceduto le quote a quelle persone che ora il suo avvocato ha ritenuto di dover denunciare. Prima valuteremo nel merito il suo progetto e poi daremo il nostro parere. Adesso, però, l’unica priorità dev’essere quella di lasciar lavorare la magistratura». —
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