Comune, 7 dipendenti fanno causa

Al giudice del lavoro chiedono di veder riconosciuto l’avanzamento di carriera

Sette dipendenti del Comune di Monfalcone hanno fatto causa al proprio datore di lavoro. Assistiti dall’avvocato Paolo Pacorig, si sono rivolti al Giudice del lavoro del Tribunale di Gorizia per vedere riconosciuto l’avanzamento di carriera all’interno della propria categoria. Una progressione orizzontale non avvenuta nel 2009, secondo i ricorrenti, a causa di un’applicazione non corretta da parte dell’amministrazione comunale dei parametri concordati in sede contrattuale e poi deliberati dalla stessa giunta.

In mancanza di una composizione bonaria della vertenza, i sette dipendenti, impiegati in settori diversi dell’ente locale, alla fine hanno deciso di ricorrere al Giudice del lavoro, chiedendo che il proprio datore di lavoro sia condannato a rivedere tutte le graduatorie relative al personale a partire dal 2009, riconoscendo ai ricorrenti il corretto inquadramento e avanzamento ritenuti spettanti. Va da sé che i sette dipendenti domandano anche il pagamento delle differenze di stipendio e di eventuali altri emolumenti a partire sempre dal 2009, oltre alla rifusione delle spese legali. L’amministrazione, comunque, non ha abbozzato, decidendo di costituirsi in giudizio, affidando la difesa delle proprie ragioni all’avvocato Francesco Donolato. Per ora la vertenza rischia di costare almeno la parcella del legale, per il cui pagamento sono stati per ora impegnati 2.700 euro (il compenso complessivo massimo è stato pattuito in 8mila euro).

A cercare di spiegare i motivi del malessere dei sette dipendenti è il consigliere comunale dell’Idv, Claudio Martin, già dipendente dell’ente locale, che alcuni mesi fa aveva non a caso portato la questione in Consiglio comunale con un’interrogazione, dopo averla sottoposta all’attenzione dell’intera maggioranza. «La giunta allora approvò una metodologia di valutazione dei dipendenti - spiega - che prevede sia una progressione verticale sia orizzontale, all’interno quindi della propria categoria. Quest’ultima è basata al 90% sul merito e al 10% sull’anzianità. Nel 2009, però, è accaduto che l’anzianità è stata fatta pesare di più e quindi i sette dipendenti, che avevano un’anzianità inferiore rispetto ad altri, ma magari un merito più alto, non si sono vista riconoscere la progressione orizzontale, uno status che poi pesa in tutto il resto della propria vita lavorativa». Martin in aula aveva sollecitato l’amministrazione a trovare una soluzione al caso. «A fronte di un giudizio ormai aperto, però, non rimane che attendere la decisione del Giudice del lavoro», conclude.(la.bl.)

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