Comune, tombe di famiglia anche per le coppie di fatto

Anche a Monfalcone, quanto prima, le coppie di conviventi o anche coppie gay avranno la possibilità di essere tumulate a pieno titolo nella stessa tomba “di famiglia”, opportunità che finora era consentita soltanto alle persone unite dal vincolo del matrimonio o di stretta parentela. Il Comune di Monfalcone fa un altro passo per il riconoscimento delle unioni civili sulla falsariga di quanto deciso negli ultimi tempi in altri Comuni della regione.
L’assessore ai Servizi tecnici Paolo Frittitta ha presentato alle commissioni consigliari “Regolamenti e Statuto e Tutela della salute” una bozza di regolamento di Polizia mortuaria che amplia il concetto di “tomba di famiglia”.
Nel regolamento, che dovrà ora essere approvato dal Consiglio comunale, in sostanza si ammette la tumulazione di persone conviventi da almeno cinque anni con il concessionario della tomba. Una sollecitazione a riconoscere la dignità delle unioni civili, di persone di sesso diverso o uguale, secondo un principio di civiltà e di tutela già adottato da altri Comuni era arrivata del resto dal presidente della commissione Regolamenti, Giovanni Iacono di Sinistra Ecologia e Libertà.
L’assessore Frittitta aveva anticipato come l’obiettivo era già quello di tenere conto di tutti gli aspetti inerenti i cambiamenti sociali consolidati, cogliendo l’occasione della modifica del regolamento necessaria per recepire la nuova normativa regionale in materia (la legge regionale 12 del 2011). L’amministrazione comunale ha però avviato nel frattempo anche un’azione per rilanciare il registro delle Unioni civili, in città attivo dal 1999 per volontà dell’allora amministrazione guidata dall’ex sindaco Adriano Persi e del Consiglio comunale.
Lo ha fatto utilizzando il suo portale, molto più accessibile che in passato, dove è possibile scaricare il modulo per richiedere l’iscrizione nel registro. Un’opportunità finora colta da sole due coppie, una negli anni scorsi e una di recente.
«Sul sito si trovano anche il regolamento del registro e le delibere relative alla sua istituzione - spiega l’assessore ai Servizi demografici Cristiana Morsolin -. Anche se il registro non può comportare, fino a questo momento, alcun riconoscimento di tipo civilistico o legale, è uno strumento importante per promuovere la dignità di convivenze che non possono o vogliono essere sancite dal matrimonio con valore civile e che può essere motore di un cambiamento generale».
Per ottenere l’iscrizione la coppia deve presentarsi all’ufficio di Stato civile.
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