Con la controriforma il poliambulatorio naviga nell’incertezza

«I Centri di assistenza primaria (Cap) realizzati e funzionanti potranno continuare ad esistere se capaci di rispondere alla logica di una medicina di gruppo integrata in sede unica aziendale non, invece, come poliambulatori subdistrettuali che rispondo alla logica di mero ampliamento di un’offerta oraria e di servizi, non governata e non indirizzata». Ad affermarlo, l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, rispondendo nei giorni scorsi ad un’interrogazione sui risultati del monitoraggio sullo stato di avanzamento dei Cap. Parole che mantengono in un alone di incertezza il Poliambulatorio gradiscano di via Fleming, che prima dell’attesa “controriforma” sanitaria annunciata dal governo Fedriga avrebbe dovuto ospitare uno dei 9 Cap chiamati ad alleggerire la pressione sui Pronto soccorso di Gorizia, Monfalcone, Palmanova e Latisana.
Per il Cap, che a Gradisca non ha mai visto la luce, a suo tempo erano stati investiti 180 mila euro in lavori di adeguamento. «Ci troviamo alle prese con una struttura moderna e funzionale, che però rischia di non decollare e anzi di depauperarsi. L’auspicio è che non sia così, ci batteremo non solo per la sua difesa ma per la sua valorizzazione», è la posizione ben nota del sindaco Linda Tomasinsig. «Il timore è che in nome di tagli e accorpamenti della sanità isontina a quella giuliana, le strutture presenti sul territorio non avranno la necessaria autonomia finanziaria. Avranno sempre un “piano di sopra” a cui chiedere le risorse e questo paralizzerebbe il sistema – prosegue il sindaco –. Tutti segnali che lasciano presagire come forse non ci sia davvero la volontà di continuare a perseguire il nobile fine del decentramento dei servizi sul territorio. Un obbiettivo che invece è imprescindibile per decongestionare gli ospedali e garantire prestazioni e servizi più vicini al cittadino».
A ottobre, all’unanimità, il consiglio comunale della Fortezza aveva approvato un ordine del giorno rivolto al presidente Fedriga e all’assessore Riccardi, nel quale si chiedevano a chiare lettere “risposte concrete” sul Poliambulatorio di Gradisca, oltre a porre in evidenza il rischio di “una perdita di autonomia sul piano delle risorse umane ed economiche” in caso di accorpamenti in un’area vasta. –
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