Con medici e chimici anche digital manager

Tra “D’Annunzio” e “Fabiani” sono in tutto 10 i centisti e c’è chi pensa alle nuove professioni legate alle tecnologie

La professoressa Anna Condolf, dirigente sino ad oggi (oltre che del polo liceale) anche dell’Itas D’Annunzio e del liceo artistico Fabiani, può essere soddisfatta. Tra via Brass e piazza Medaglie d’Oro oltre ai fratelli Tomada si contano altre otto “centiste”. Sabina Hadzic, che quest’estate si rilasserà al mare prima di tuffarsi nell’avventura dell’università, ha seguito l’indirizzo linguistico. «Non ho mai avuto il 100 come obiettivo – racconta -, ma ne sono molto orgogliosa. Per il futuro ho scelto di studiare ingegneria, a Trieste, e sono al tempo stesso curiosa ed entusiasta di aprire un nuovo capitolo della mia vita, e un po’ preoccupata perché so che rispetto a quanto è stato sino ad ora sarà molto più difficile».

Un domani probabilmente vestirà il camice da medico, invece, Aurora Lavisatti, che ha studiato all’indirizzo scientifico del “D’Annunzio” e tenterà il test d’ingresso a Medicina. «Non so ancora dove di preciso però - ammette la diretta interessata -. Stavo pensando a Roma, a Pavia o, in alternativa, a Udine. Sono interessata a specializzazioni come odontoiatria o chirurgia estetica, ma è ancora presto per decidere». La sua compagna dello scientifico Martina Turus si trasferirà in Veneto, per frequentare il corso di laurea in Digital management dell’università Ca’ Foscari di Venezia. «Si tratta di un percorso che mi incuriosisce molto, e penso anche possa offrire buone opportunità per il futuro nel mondo del lavoro», spiega Martina, che vorrebbe riuscire a tener viva anche la sua grande passione per il volley.

Per Aurelia Plossi l’anno scolastico culminato con il 100 era iniziato in salita. «Non sono stata molto bene, e sono stata persino vicina a lasciare – racconta Aurelia -, però poi mi sono rimessa in pista, ed è valsa davvero la pena tenere duro: sono orgogliosa». Aurelia proverà ad entrare alla facoltà di Medicina con insegnamento in inglese a Bologna, altrimenti studierà Veterinaria a Padova.

Passando all’artistico “Max Fabiani”, un 100 da applausi è stato quello di Katia Komjanc, così come quello di Giorgia Fiorelli, nella sezione architettura. «Il percorso delle superiori mi ha regalato un bagaglio culturale che porterò sempre con me, ma ho deciso di cambiare strada – racconta -, e ho tentato il test per entrare alla facoltà di Chimica e tecnologie farmaceutiche a Trieste». «Sin da piccola l’arte è stata parte di me – dice anche Eleonora Colucci, diplomata dell’indirizzo pittura -, anche per merito di mio padre che mi ha trasmesso questa passione. Pensavo di frequentare l’Accademia, poi però è arrivata la possibilità di studiare Economia e finanza al Collegio Lamaro Pozzani di Roma, e ho deciso di coglierla». Infine c’è Francesca Fioretti, talento dell’indirizzo moda e, chissà, un giorno stilista di successo. «Punto a quello, sarebbe un sogno – confessa la bravissima diplomata -, ma nel mondo della moda ci sono tanti altri ruoli che potrebbero essere interessanti. Sono una persona curiosa, con tanta voglia di conoscere e capace di imparare velocemente”. Il futuro di Francesca intanto parlerà toscano, visto che frequenterà l’Accademia italiana di moda a Firenze, dove ha vinto una borsa di studio. —

M.B.

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