Concorso bloccato per sei dirigenti, esame il 15 dicembre

il caso
Il fascicolo sulle stabilizzazioni dei dirigenti, che tanti mal di pancia aveva creato all’interno del Comune, va comunque avanti e anzi entra nella fase decisiva. Nonostante appunto la contrarietà di 37 “quadri” su 99, e il forte disappunto dei sindacale. La norma regionale estiva era ispirata da presunte ragioni di necessità e di urgenza, affinchè le strutture apicali municipali non restassero sguarnite. Giusto ieri l’albo pretorio ha pubblicato l’avviso firmato dal direttore generale Terranova con le istruzioni per gli interessati. Le domande di ammissione alla procedura di assunzione andranno presentate entro il 2 dicembre; la prova orale «pubblica» si terrà poco dopo, il 15 dicembre alle 10 nella sala conferenze del museo civico di Storia naturale in via Tominz (ex caserma Duca delle Puglie). Il colloquio potrà essere svolto anche in video-conferenza.
Per la copertura a tempo indeterminato di sei posizioni dirigenziali possono correre in buona sostanza solo i 9 dirigenti che furono assunti nella primavera 2017 per restare in carica fino al termine del terzo mandato Dipiazza, in scadenza a primavera 2021. Sono quindi “legittimati” a iscriversi all’esame dicembrino Ambra de Candido (Welfare), Paolo Ierman (Sicurezza), Riccardo Vatta (Servizi generali), Lea Randazzo (Territorio-ambiente ecc.), Francesca Dambrosi (Territorio-economia ecc.), Francesca Locci (Cultura-sport-educazione), Giovanna Tirrico (Servizi finanziari), Manuela Sartore (Risorse umane), Laura Carlini Fanfogna (Cultura ecc.). Poichè i posti in palio sono sei e gli uscenti sono nove, è intuibile che un terzo di questi non rivedrà lo scranno dirigenziale: a quel punto i manager saranno 21, tutti a tempo indeterminato, ma scenderanno presto a 18 causa tre pensionamenti. L’organico dirigenziale presuppone 27 unità. L’articolo 2 dell’avviso chiarisce competenze e funzioni richieste. Dal punto di vista della formazione si richiede in particolare la conoscenza del diritto amministrativo, della programmazione strategica, del controllo gestionale, dei contratti collettivi regionali, della gestione dei servizi pubblici. Dal punto di vista “attitudinale” - è uno dei passaggi più spassosi - il dirigente comunale gestisce i conflitti, gestisce lo stress, è flessibile e adattabile, affronta le emergenze; ha capacità relazionali con colleghi, capi, collaboratori, utenti, stakeholders. E infine ha capacità di visione a lungo termine: si apre una parentesi che specifica «pensiero strategico». —
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