Concorso tra le scuole per raccontare le “vie dell’amicizia”

“Le vie dell’amicizia, ciak si gira”, è il progetto presentato ieri mattina dalla Consulta degli immigrati e dal vicesindaco Fabiana Martini. Si tratta di un concorso dedicato agli studenti delle...
Foto BRUNI 09.11.15 Silos-accampamenti immigrati clandestini
Foto BRUNI 09.11.15 Silos-accampamenti immigrati clandestini

“Le vie dell’amicizia, ciak si gira”, è il progetto presentato ieri mattina dalla Consulta degli immigrati e dal vicesindaco Fabiana Martini. Si tratta di un concorso dedicato agli studenti delle scuole medie e superiori della città. Un’iniziativa proposta da una collaboratrice dell’organismo, Antonina Tea Sala, finalizzata alla creazione di un video di quattro minuti realizzato dai ragazzi con smartphone o tablet. Il concorso, come hanno spiegato Martini, il presidente della Consulta Hector Sommerkamp e la vicepresidente Lidija Radovanovic, punta a valorizzare gli ideali di condivisione quotidiana tra i giovani italiani e quelli con diverse provenienze geografiche. Ogni istituto scolastico potrà partecipare con uno o più video inediti realizzati da una o più classi o da più studenti. Per tutti l’opportunità di raccontare liberamente e in modo originale, tramite interviste o narrazioni, la loro esperienza di giovani appartenenti a diverse culture che hanno saputo valorizzare questa diversità per intrecciare nuove amicizie. Il filmato dovrà essere caratterizzato da originalità, autonomia espressiva e operativa. La scadenza dei termini per la presentazione della documentazione richiesta, da recapitare al Comune di Trieste-Area Risorse Umane, Comunicazione e Servizi al Cittadino-Segreteria Consulta Immigrati Residenti - è fissato alle 12.30 del 1° dicembre 2015. La Commissione giudicatrice sceglierà due distinti vincitori per sezioni di concorso, assegnando un primo e secondo premio, rispettivamente di 600 e di 400 euro, alla scuola di appartenenza per l’acquisto di una stampante 3D. «Un’iniziativa nel segno della presenza vitale dell’attività della nostra Consulta – ha detto Martini – che negli ultimi anni ha trovato la sua organizzazione ed è stata messa nelle condizioni di poter lavorare svolgendo varie funzioni, tra cui promuovere la cultura dell’accoglienza in un momento problematico sotto vari aspetti». (g.s.)

Riproduzione riservata © Il Piccolo