Concorsone a Staranzano In 407 per 2 posti comunali

Una preselezione ad autunno per fronteggiare la massa, ma da solo l’ente non può gestire l’organizzazione e così paga una ditta esterna per farla

Tiziana Carpinelli

Ci si aspettava numeri da copia-incolla rispetto alle altre selezioni, ma forse non la ressa. Invece alla chiamata - la prima dopo anni - di Staranzano per la copertura di due posti di istruttore amministrativo-contabile, categoria C (stipendio sui..lordi), hanno risposto in 429. Vero è che 22, per grossolani errori come lo sforamento dei termini concorsuali, l’incompletezza delle comunicazioni, perfino la dimenticanza di una sottoscrizione o, peggio, la non veridicità di talune autodichiarazioni, sono già stati eliminati come un pelo superfluo. Ma ne restano altri 407 da gestire. E siccome l’impresa appare all’ente titanica si è resa necessaria, come da determinazione numero 290 del settore Finanziario, procedere con una preselezione.

Problemi finiti? No, tutt’altro. Il Comune di Staranzano nel frangente si trova a gestire criticità non di scarso rilievo sul fronte del personale, la cui delega è seguita direttamente dal sindaco Riccardo Marchesan. Un minuscolo esempio: a oggi il portale istituzionale dell’ente, alla voce Amministrazione, reca ancora i nominativi della passata giunta, decaduta con le elezioni dello scorso 26 maggio e lo stesso dicasi per i riferimenti telefonici, utili a un cittadino che dovesse trovarsi nell’urgenza di contattare gli amministratori per un problema. Virtualmente l’escluso Matteo Negrari, oggi capogruppo della Sinistra per Staranzano, è ancora assessore al Commercio ed Erika Boscarol, che neppure si è candidata, vicesindaco. Nessuno ha trovato il tempo per aggiornare la pagina sul web.

Divagazioni a parte, siccome la piccola municipalità si trova in ambasce è stato deciso di appaltare all’esterno l’organizzazione del concorso pubblico che mette in palio due posti, dei quali uno però riservato al personale interno. Lo annuncia il sindaco Marchesan: «Abbiamo deciso di affidarci a un’azienda del settore, che opera le selezioni». Ma in quale contesto collocare lo svolgimento del quizzone? Staranzano non dispone di spazi così capienti. Anna Cisint verrebbe volentieri incontro alle difficoltà (figurarsi) e già si mette a disposizione offrendo in prestito il teatro comunale di corso del Popolo. Ma accettare l’offerta, per Marchesan, sarebbe come mangiare una polpetta avvelenata: paleserebbe un deficit. E infatti, pur sottolineando che «si può anche confrontare con Cisint», ottimisticamente risponde: «Ci sono altre sale in giro...».

Flavio Pizzolato, suo vice, che segue la vicenda con il responsabile del settore Emilio Mian, all’interrogativo sulla location risponde: «Bella domanda! Si può pensare a un esame su doppio turno e allora potrebbe bastare anche la sala Pio X oppure si può pensare ad attrezzare di banchi e sedie la palestra». Se però, come spiegato da Pizzolato, la preselezione avverrà ad autunno si rischia di dover contendere la struttura con le scuole. Il vicesindaco, che è reduce del concorsone in Regione (ha passato la selezione e ora dovrà affrontare la prova scritta) ha visto da vicino i problemi gestionali dell’operazione. «Per questo abbiamo già stanziato a bilancio alcune migliaia di euro per affidare l’incarico a una ditta specializzata: ci sono documenti da stampare, personale di vigilanza da istruire e altri compiti da svolgere che, noi, come Comune, per i problemi di personale, non siamo in grado di affrontare». «Se però - conclude - supereremo la prova, si apriranno spazi per altri concorsi, in particolare sul settore tecnico». —

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