Confedilizia rivuole i portieri: «Un deterrente contro i furti»

C’era una volta il portiere. E il calcio non c’entra nulla. Un tempo, infatti, ogni condominio cittadino, anche quello di livello modesto, prevedeva oltre ad appartamenti, cantine, rimesse e corti comuni, anche un servizio ritenuto «molto importante» dai proprietari: la guardiola e spesso anche l’alloggio, del portiere. Era lui a garantire i controlli e a fare da prezioso “filtro” nei confronti di coloro (anche i malintenzionati) che avessero voluto accedere nell’area condominiale. Insomma, era una sorta di guardia giurata ante litteram.
Confedilizia Gorizia, per bocca del suo presidente, l’avvocato Carlo del Torre, invoca il ritorno di questa figura, chiedendo una defiscalizzazione per far sì che sia più economicamente sostenibile. «La discussione, apparsa in questi giorni, circa una crescente diffusione dei servizi di vigilanza alle abitazioni, porta ad alcune considerazioni che dovrebbero far meditare soprattutto i proprietari di appartamenti in condominio - la premessa di del Torre -. Tralasciando l’amara constatazione che, per difendersi dai delinquenti, il cittadino debba rivolgersi ad un ente privato e, soprattutto, pagarselo senza poter detrarre nemmeno un centesimo dalle salatissime imposte che paga, la situazione che si sta creando a Gorizia, come in altre città, è in parte figlia di sciagurate scelte dei proprietari assunte alcune decenni orsono». Ovvero, la scomparsa della figura del portiere. «Con gli anni - continua il presidente di Confedilizia Gorizia -, davanti alla prospettiva di pagare qualche soldo in meno di spese condominiali, il servizio di portierato è stato dismesso e, in molti casi, veniva anche venduto l’alloggio, rendendo così di fatto molto difficile ripristinare il servizio».
Il risultato, secondo del Torre e i piccoli proprietari, è sotto agli occhi di tutti. «Zone comuni lasciate prive di manutenzione ordinaria, zone comuni pulite una o due volte la settimana da personale che spesso cambia ogni mese e non conosce l’immobile. E, soprattutto, mancanza di quel presidio costante e perenne dato dalla presenza fisica del portiere, anche in ore notturne. Nelle grandi città italiane dove la delinquenza spicciola e la cosidetta microcriminalità è a livelli più elevati che nella nostra provincia, sta rifiorendo il servizio di portierato, in primis per una questione di sicurezza e poi anche per venire incontro ad esigenze nuove che la società di oggi richiede quali, ad esempio, il ritiro e gestione dei pacchi che arrivano dalle vendite on-line, l’assistenza di base per le persone anziane o per i bambini, spesso risolta con la semplice presenza di una persona fidata e professionale nell’edificio».
Una figura provvidenziale ma che comporta una spesa. «Sicuramente un portiere costa, anche se la spesa diluita tra tutti i condomini non sempre è così elevata come si potrebbe pensare», sottolinea ancora l’avvocato Carlo del Torre. Che aggiunge: «Sarebbe, tuttavia, sufficiente che chi ci governa si renda conto che, agendo sulla leva fiscale, si creerebbero nuovi posti di lavoro e si aumenterebbe il presidio del territorio lasciando alla vigilanza compiti più specifici quali la vigilanza armata. Basterebbe appunto, prevedere una deducibilità fiscale - e qui sta la chiave del ragionamento-proposta di Confedilizia - delle spese di portierato che peraltro, nella maggior parte dei casi, vengono oggi sostenute da privati cittadini con redditi già tassati, si avrebbero posti di lavoro nuovi con redditi dichiarati fino all’ultimo centesimo e la sicurezza generale ne acquisterebbe grazie ad un presidio che nessuna telecamera potrà mai garantire. Ne guadagnerebbero tutti». —
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