Consorzio culturale Furfaro: «Iannis venga a riferire ai consiglieri»

«Anche noi consiglieri apprendiamo solo da Il Piccolo la vicenda che riguarda la scelta del nuovo immobile che ospiterà il centro di gestione del patrimonio del Ccm, essendo l’attuale non più coerente alla conservazione, e le incongruenze che stanno emergendo»: è il commento di Annamaria Furfaro, presidente della VI Commissione. «Utilizzo la parola “incongruenze” a ragion veduta – sostiene –: il Ccm, insieme al Csem e al Cisi, fa parte degli enti pubblici vigilati del Comune quindi risulta una sua partecipata. Per ciò è soggetta alle audizioni periodiche effettuate dalla Commissione per il controllo e garanzia dell’attività dell’ente e delle partecipate». Avviene «a norma di legge e in un’ottica di doverosa e auspicabile trasparenza nei riguardi del cittadino». «Dopo l’ultima e regolare audizione del 2018 – prosegue Furfaro – il presidente Iannis ha rifiutato gli inviti rivolti dalla VI nel 2019 e nel 2020. Analogamente non dà risposta all’accesso agli atti da me richiesto di recente in base alle norme vigenti. Sui dinieghi del Ccm, a firma del presidente, richiesi l’intervento del sindaco che non si è degnata di rispondere. Allo stesso modo interessai la Direzione centrale e autonomie locali che, notiziando anche Cisint, ha convalidato la regolarità dell’operato della Commissione verso il Ccm». «Preoccupa non poco constatare – conclude – che il Consorzio culturale si sottragga al confronto e ai doveri di trasparenza in commissione proprio ora e che l’amministrazione Cisint, pur conscia dell’anomalia, mantenga totale inerzia». –



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