Continua la disfida sulla bandiera fiumana che Zagabria non vuole

FIUME. Nuova puntata nella vicenda che vede i fiumani insistere sul ripristino della loro antica bandiera tricolore. Il Tribunale amministrativo fiumano ha annullato l' altro giorno il decreto emanato l'anno scorso dal ministero croato della Pubblica amministrazione che vietava a Fiume l'uso ufficiale dello stendardo colore cremisi, oro e indaco, comprendente l'aquila bicipite di leopoldina memoria. Zagabria spiega la decisione con il fatto che lo storico vessillo è utilizzato anche da associazioni italiane, tra cui il Libero comune di Fiume in esilio, definite «irredentiste e anticroate». La risposta dell' amministrazione cittadina non si era fatta attendere, rilevando che il citato Libero Comune «riconosce da lunghi anni l’ indipendenza, sovranità e integrità territoriale della Croazia, con i suoi soci che hanno avviato un discorso di fruttuosa collaborazione culturale e non solo con le autorità della Città di Fiume».

L’intervento della municipalità fiumana è bastato a convincere Zagabria. Ricordiamo che nel 2016, il Consiglio cittadino fiumano aveva adottato la delibera in modo bipartisan sul ripristino dell’antica bandiera municipale, decisione che aveva visto uniti centrosinistra e centrodestra, senza alcuna distinzione. Per due anni il competente dicastero è rimasto in silenzio. A Fiume non hanno accettato il provvedimento, ricorrendo in appello al Tribunale amministrativo. Nell’aprile 2017, la statua dell’aquila bicipite è stata riportata sulla sommità della cupola della Torre civica (era stata rimossa dai titini nel 1949) e nel frattempo il gonfalone tricolore è stato fatto sventolare dal balcone del Palazzo comunale a Fiume.

Ora la questione passa di nuovo all’attenzione del ministero competente. L’opinione prevalente negli ambienti culturali e politici ei Fiume è che non sia in alcun modo giustificata la rinuncia al tricolore con l’ aquila bicipite. A.M. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Riproduzione riservata © Il Piccolo