Convivenza e amore con il dado della pace

Un centinaio studenti in fila per due ieri hanno attraversato la città per portare un messaggio di pace. La manifestazione rappresentava la conclusione del progetto didattico “il dado della pace”, con la finalità di promuovere la cultura della pace, partendo dalla quotidianità di ognuno, e di educare alla valorizzazione di sé e dell’altro così come alla convivenza. Gli studenti della scuola elementare Rossetti hanno svolto nei mesi precedenti una serie di giochi e laboratori per comprendere i valori dell’accoglienza, dell’amicizia, del dialogo, del rispetto e della generosità, nei quali lo strumento principale è stato il cosiddetto “dado della pace”.
Questo dado speciale è arrivato in più di 180 Paesi e conosce quasi tutte le lingue della Terra. Su ognuna delle sue facce, sono infatti scritti i comportamenti che, dopo aver tirato il dado, gli studenti devono cercare di praticare durante tutto il giorno: «Ci aiutiamo a vicenda», «Perdono l’altro», «Condivido con gli altri», «Ascolto l’altro», «Amo per primo» e «Accolgo tutti».
Una versione macroscopica del suddetto dado è stata inaugurata il 21 novembre 2014 nel giardino pubblico de Tommasini, lo stesso luogo da cui sono partiti ieri gli studenti dell’istituto Valmaura. Purtroppo, a causa della pioggia, il numero dei giovani presenti si è notevolmente ridotto e la manifestazione ufficiale è stata posticipata a fine settembre. Ma, comunque, ben sei classi della scuola elementare Rossetti e una di quella dell’infanzia Munari hanno resistito e sono stati condotti dall’ombrello color arcobaleno (e della pace) di un’insegnante fino a piazza Unità, scortati anche dalla polizia. Una volta giunti lì, hanno poi inscenato una coreografia sulle note della canzone “Bring the beat”, il cui ritornello recita: «One love, one soul, one people».
L’anno scorso diverse scuole triestine hanno aderito a questo progetto, tra le quali l’Istituto comprensivo Roiano-Gretta. Purtroppo, ieri mattina gli studenti della classe III A non sono potuti essere presenti, ma avrebbero voluto testimoniare anche loro l’importanza del valore della pace, dando lettura del testo riportato di seguito. «Lo stile di vita proposto dal dado della pace – scrivono – non è affatto una cosa da piccoli, da bambini, da confinare ai primi anni di scuola elementare: tutt’altro. È una proposta molto seria e anche difficile, da coltivare e mettere in pratica tutta la vita. Anzi: per esperienza possiamo dirvi che, più si cresce, più gli insegnamenti del dado diventano impegnativi e difficili da rispettare. A volte la via dell’egoismo, dell’arroganza, della superbia sembrano più facili e anche più efficaci e spicce per raggiungere il risultato. Eppure – proseguono –, comportandosi così, si finisce per diventare scontanti, tristi, rabbiosi, addirittura aggressivi con gli altri ma anche con se stessi, mai appagati. Invece l’accoglienza, la condivisione e l’ascolto fanno vivere sereni e soddisfatti. Proponiamo che il dado della pace venga usato non solo nelle scuole, dai giovani, ma anche dagli adulti, in tutti i posti. Perché la cultura della pace si diffonda ovunque», concludono.
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