Coppia di anziani sventa la truffa dello specchietto

L’episodio è avvenuto ad Altura: un suv bianco si è avvicinato  all’auto delle vittime fingendo di essere stato colpito. Ma loro hanno chiamato la Polizia
Silvano Trieste 09/10/2017 Altura l'ex palazzo della Coop
Silvano Trieste 09/10/2017 Altura l'ex palazzo della Coop

La chiamano “truffa dello specchietto”: è l’imbroglio che va più di moda, ormai, per spillare soldi agli automobilisti. Il modus operandi è semplice: i malintenzionati simulano un urto colpendo la carrozzeria dell’auto della vittima (in genere lanciano un oggetto sulla fiancata), si fermano, scendono e indicano il retrovisore danneggiato chiedendo subito un risarcimento. Ma è un trucco, perché l’urto non si è mai verificato e il danno sullo specchietto era stato preparato prima.

Tanti ci cascano. Ma non tutti: è il caso di una coppia di anziani triestini che l’altro ieri, nel rione di Altura, stavano per essere ingannati. Ma se ne sono accorti.

I due anziani sono stati avvicinati da un suv bianco con all’interno un uomo, una donna e un bimbo. Il siparietto del conducente ricalcava il classico schema usato dai malintenzionati.

Ma la coppia di triestini, grazie a una buona dose di prontezza, non è si lasciata intimorire. E dinnanzi alla richiesta di soldi ha replicato minacciando di contattare la Polizia. Guarda caso il suv si è allontanato.

La Questura invita la cittadinanza a diffidare da simili comportamenti, messi in atto da individui che cercano di intimorire o di carpire la fiducia dei soggetti più deboli, come le persone anziane «Al minimo sospetto e, comunque, per verificare situazioni che appaiono dubbie o anomali – avverte la Questura – si invita la cittadinanza a informare le forze dell’ordine (come hanno fatto proprio in questo caso le vittime avvicinate dal suv bianco) attraverso il 112. E di non avere alcun timore nel segnalare questi episodi».

Il rione di Altura è stato protagonista anche di un’altra vicenda: nei giorni scorsi, in via Monte Peralba, una trentenne si è introdotta nell’abitazione di una coppia di anziani. Visto il gran caldo, la porta finestra dell’abitazione era aperta. Per la ladra è stato quindi semplice introdursi nell’alloggio. Ma pure in questo caso la prontezza è stata determinante. I proprietari, quando si sono accorti della presenza dell’intrusa le hanno urlato, in dialetto, poche e convincenti parole: «Cossa te fa qua?». La giovane, allarmata, è fuggita. —

G.S.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Riproduzione riservata © Il Piccolo