Cormons, no alle pistole ai vigili urbani

CORMONS. «Non siamo mica nel Far West o in una metropoli». L’affermazione dell’assessore comunale Giorgio Cattarin riassume bene i motivi che hanno portato l’amministrazione cormonese a cassare la proposta di dotare di pistole la locale Polizia municipale. Nonostante sia passato già qualche giorno dalla delibera del consiglio comunale, il dibattito incalza su questo tema. «La richiesta è arrivata direttamente dal comando della Polizia municipale - spiega Cattarin -. Abbiamo analizzato con attenzione il caso e abbiamo deciso di non accogliere la proposta. Non vediamo nè la necessità nè gli estremi di armare i nostri vigili urbani».
Anche il sindaco Luciano Patat, nel resoconto che ricostruisce l’intera vicenda, rileva come «nel nostro Comune non si siano verificati episodi tali da giustificare l’uso delle armi da parte della polizia locale. Peraltro, tale scelta comporterebbe spese ulteriori per il bilancio quali quelle relative alla formazione, all’acquisto di armadietti blindati, etc.» L’amministrazione comunale ricorda anche che la stazione dei carabinieri svolge un servizio capillare e puntuale di prevenzione e tutela della sicurezza del territorio.
In consiglio, articolata la posizione del consigliere Patrizia Puia. «Personalmente - le sue parole - mi dichiaro nettamente contraria alla diffusione e utilizzo delle armi da fuoco sia per questioni morali ed etiche, sia per la preoccupazione che in talune circostanze l’uso delle armi possa portare a situazioni che per qualche ragione possano sfuggire di mano e la cronaca ci riporta purtroppo fatti di questo tipo. Ritengo però che questo consiglio comunale debba anche ascoltare la richiesta di sicurezza che è stata avanzata dal corpo di Polizia locale e cercare di fornire, se del caso, delle risposte diverse dall’utilizzo delle armi, finalizzate ad accrescere il livello di protezione degli operatori durante la loro attività istituzionale. Credo che il presente punto all’odg dovrebbe essere rinviato, per consentire un approfondimento di quanto previsto della normativa sulla messa in sicurezza degli operatori di polizia locale, per verificare quanto disposto dal documento di valutazione dei rischi e se del caso dell’opportunità di rivalutare il grado di rischio di aggressione per gli operatori ed eventualmente di valutare e condividere l’opportunità di proposte, diverse dall’adozione di armi da fuoco, che possano accrescere il livello di sicurezza degli agenti, tendo conto dei rischi reali.
Alla fine, però, si è deciso di votare la delibera che esprimeva contrarietà. Favorevoli i nove consiglieri portacolori della maggioranza e astenuti sei (Russiani, Falato, Riz, La Porta, Felcaro, Puia).
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