Cormons va a caccia di un’educatrice e alla fine si arrende

Dopo un pensionamento il Comune chiede una mobilità e poi di attingere alla graduatoria, ma deve esternalizzare



Niente personale né dalla mobilità interna tra enti pubblici, né dallo scorrimento delle graduatorie concorsuali regionali, e allora il Comune per il secondo anno consecutivo si affida all’esternalizzazione per coprire un posto da educatrice all’asilo nido. A Cormons infatti non si riesce a trovare tramite liste concorsuali una figura a tempo indeterminato che possa ricoprire il ruolo lasciato vacante da una dipendente comunale andata in quiescenza già a metà 2018.

La donna lavorava come educatrice all’asilo nido Il Germoglio, e una volta andata in pensione la professionista, per gli uffici comunali si è presentato il problema di come sostituirla: l’intenzione è stata fin dall’inizio di agevolare l’ingresso in pianta stabile di un’educatrice sia attraverso la prassi dell’assunzione tramite procedure di mobilità, sia (una volta che i bandi in questione si sono conclusi con esito negativo) successivamente mediante scorrimento delle graduatorie concorsuali di altri enti regionali. Ma anche in questo modo non si è trovato nessuno. In merito al profilo di educatore infatti non risultavano graduatorie disponibili sul sito regionale, e quindi già nell’agosto scorso l’amministrazione comunale decise di esternalizzare il servizio in via sperimentale nella fascia oraria pomeridiana, affidandosi così per l’anno educativo 2018/2019 a una cooperativa per l’assunzione a tempo parziale (20 ore settimanali) di una lavoratrice.

La speranza del Comune era che per l’anno 2019/2020, invece, si riuscisse a trovare tramite canali pubblici un’educatrice assunta a tempo indeterminato con modalità part-time, ma anche stavolta non c’è stato nulla da fare: come spiegano dagli uffici comunali, «attualmente, consultando il sito della Regione non risultano graduatorie per il profilo richiesto, inoltre, anche qualora se ne individuasse una, per poterla utilizzare sarebbe necessario ottenere il consenso dell’ente e stipulare una convenzione che disciplini le modalità di utilizzo».

Inoltre, sempre secondo il Comune, «appare ora non realizzabile il reclutamento con le procedure di mobilità di un educatore per l’inizio dell’anno educativo 2019/20, previsto per il 2 settembre prossimo. A questo, va ad aggiungersi la situazione di incertezza relativa alla copertura dei posti al Nido in quanto, seppur attualmente assegnati, potrebbero esservi delle rinunce, determinate dall’apertura, nel territorio comunale, di altri servizi per la prima infanzia». Al Comune non è quindi restato altro da fare che riproporre la soluzione dell’esternalizzazione del servizio nella fascia pomeridiana «prevedendo una riorganizzazione del servizio sulla base di un progetto educativo specifico, mediante affidamento a una cooperativa esperta nella gestione di servizi educativi». —





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