Cormons vuole lo streaming del Consiglio

La diretta delle sedute dell’assemblea civica era stata già chiesta dalla minoranza ai tempi di Patat

CORMONS. “Cittadini a favore della diretta streaming del consiglio comunale”. Si chiama così una pagina facebook che in un paio di giorni ha raccolto già centinaia di adesioni a Cormons: i promotori intendono chiedere a gran voce, sia tramite i social, sia attraverso la stampa, la possibilità che le sedute dell’assemblea civica possano essere trasmesse in videoconferenza.

Un tema su cui in città si dibatte almeno da un paio d’anni: era stata infatti l’allora opposizione a proporre per prima - nei mesi conclusivi del secondo mandato da sindaco Luciano Patat -, all’allora amministrazione di centrosinistra di videoriprendere le sedute e trasmetterle in diretta su internet, di modo che i cittadini impossibilitati ad essere presenti fisicamente all’assemblea potessero vedere da casa il consiglio.

Tempi tecnici e burocrazia, però, non avevano permesso di rendere realtà questo progetto già entro la fine della scorsa legislatura. E, nel frattempo, le posizioni si sono ribaltate: nel corso dell’ultimo consiglio comunale era stato l’esponente di Progetto per Cormons Edoardo Mauri a chiedere al sindaco Felcaro che si concludesse l’iter formale per arrivare, appunto, all’obiettivo streaming. Ed ora interviene anche un nutrito gruppo di cittadini (tra coloro che hanno dato il loro like alla pagina c’è sostanzialmente tutta la minoranza consigliare cormonese). Sono più di cento coloro che hanno aderito in appena due giorni chiedendo la stessa cosa: «Sono quattro i punti fondamentali – spiegano i promotori della pagina – Grazie allo streaming si possono raggiungere con facilità tutti coloro che non possono partecipare, per impegni famigliari o lavorativi, alle sedute del Consiglio. Si può vedere quindi la seduta anche in differita, approfondendo soltanto gli argomenti che più interessano, e vedere o rivedere interventi anche a distanza di settimane o mesi. È possibile approfondire ciò che altrimenti si trova solo in sintesi sul giornale; ci si può, altresì, fare un’idea dei contenuti e del dibattito direttamente, non da notizie riportate o per sentito dire. L’occhio della telecamera – concludono – e una platea più vasta possono infine contribuire a far abbassare i toni ed indurre i consiglieri ad un comportamento sempre adeguato».

(m.f.)

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