Gorizia, il coro Sant'Ignazio compie 70 anni: «Siamo gli ambasciatori del territorio»

Sabato 28 febbraio la festa. Il sodalizio a lungo è stato diretto da don Stanko Jericijo. Attuale presidente è Alma Kufahl

Alex Pessotto
Il coro Sant'Ignazio
Il coro Sant'Ignazio

Settant'anni, davvero un bel risultato per una formazione corale. Il “Sant'Ignazio” di Gorizia, però, ce l'ha fatta e la voglia di continuare non si è affievolita per nulla. Celebrerà l'evento sabato 28 febbraio , alle 18, accompagnando la Messa e, nell'occasione, anche i suoi ex componenti potranno aggiungersi a quelli attuali.

La celebrazione, per altro, coinciderà con la dedicazione dell'omonima chiesa di piazza Vittoria, dove l'avventura è iniziata, nel 1956. Presidente, dal 2006, è Alma Kufahl .

Il coro S. Ignazio nei primissimi anni della sua ormai settantennale attività
Il coro S. Ignazio nei primissimi anni della sua ormai settantennale attività

«Purtroppo, un certo ricambio generazionale manca – racconta il presidente –. Del resto, è un fenomeno che non riguarda soltanto noi, ma praticamente tutte le realtà analoghe. E si tratta di un fenomeno che non può non ripercuotersi sulla nostra attività: alcune scelte di repertorio sono proibitive, proprio perché non abbiamo un elevatissimo numero di coristi e, nei nostri concerti, dobbiamo allora esserci tutti. Nel caso in cui mancasse qualcuno, non possediamo grandi margini di sostituzione».

Di fatto, il repertorio non è poi così limitato. «Si va dalla polifonia sacra ai canti di montagna ea quelli della prima guerra mondiale, passando per il folklore locale e straniero. Non sempre ci esibiamo “a cappella”. Gli autori? Bach, Mozart e, tra quelli più recenti e legati al territorio, don Vittorio Toniutti, don Stanko Jericijo e Cristina Cristancig. Insomma, la nostra attività non è soltanto di supporto alle funzioni religiose».

Tra l'altro don Stanko, morto nel 2007, è stato a lungo il direttore del coro. È nel 2006 che ha, per così dire, ceduto lo scettro raccolto da un suo allievo, Liviano Brumat, che, ad oggi, è ancora il titolare dell'incarico.

Il sacerdote è stato fondamentale per la crescita artistica della compagine, praticamente nata come un coro parrocchiale, ed è con lui che si è prodotta anche in numerose presenze all'estero, come in Austria e in Romania, tanto per citarne qualcuna. Poi, un riconoscimento prestigioso era stato senza dubbio quello del 2011, quando l'allora giunta municipale aveva nominato il “S. Ignazio” “Gruppo di interesse comunale».

«La nostra attività non si è mai ridotta: tentiamo allora di organizzare numerosi eventi per tenere alta l'attenzione sul sodalizio, creando occasioni per stare assieme: al di là dell'attività istituzionale, siamo un bel gruppo di amici. Quindi, vogliamo continuare eccome, magari attirando qualche nuovo corista», racconta Alma Kufahl.

I cantanti sono diciotto e nella compagine, comunque, non mancano trentenni e quarantenni. Tutti provengono dal territorio.

Tra gli eventi più significativi della sua storia recente, il “S.Ignazio”, a novembre dello scorso anno, ha presentato “Borderless music” nella “sua” chiesa di piazza Vittoria. Quindi, si è esibito ad Avce (sopra Kanal), il paese natale di don Stanko Jericijo. Ma l'elenco delle sue performance, per dirla all'inglese, potrebbe proseguire a lungo.

«Viaggiando, ci sentiamo un po' ambasciatori del territorio, della sua cultura», rimarca la signora Alma. Alla stessa maniera, non mancano le idee per il futuro. «Ci ​​piacerebbe, a novembre, riprendere la tradizionale rassegna di Santa Cecilia, un piccolo festival», aggiunge il presidente. Se son rose fioriranno. Intanto, però, nell'attesa di altri successi, al sodalizio, si possono fare i migliori auguri. 

 

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