Corsa contro il tempo per farlo Nicosia a settembre va a Roma

Anche un degno modo per incorniciare l’addio, la motonave-gioco CP 228. Sì, perché a settembre, data entro la quale l’amministrazione comunale intende chiudere la partita della riconversione del monumento, l’uscente comandante della Capitaneria di porto, Giovanni Nicosia, saluterà Monfalcone per prendere servizio a Roma. Un trasferimento inatteso (ma il precedente capitano di fregata Maurizio Vitale pure era rimasto a Monfalcone un biennio), per Anna Cisint. Che per salutare il comandante ha chiesto di stringere i tempi nella realizzazione del parco, così da farlo vedere al suo promotore.
Sono una sessantina, di cui una quindicina donne, i militari in servizio alla Capitaneria di Monfalcone. La pianta organica sale a 140 se si contemplano gli uffici circondariali marittimi di Grado e Lignano. Con l’ingresso in zona rossa del Fvg, anche gli specchi acquei, a meno di interventi essenziali e urgenti, sono diventati off limits ai natanti e ovviamente il corpo ha dato il proprio contribuito all’attività di controllo. Anche se, come osserva Nicosia, effettivamente il traffico su mare, come quello su strada, ha visto una forte riduzione. Al netto dei pescatori professionisti e degli sportivi agonisti che invece hanno potuto continuare a navigare.
In compenso si è reso necessario istituire una figura preposta alla comunicazione con i civili, poiché il centralino della Capitaneria, in quest’anno abbondante di pandemia è stato con maggior frequenza contattato dai civili, che hanno sempre una nutrita risma di domande da porre attraverso la cornetta. Per questo una figura, che si occupa però anche di altro, è stata appositamente designata alla comunicazione: si tratta del luogotenente Massimiliano Bassi, capo sessione della polizia marittima, che in questi mesi ha fornito ogni delucidazione, in particolare sulla circoscrizione di cosa può definirsi “stato di necessità”, la causa per la quale anche in zona rossa si può uscire di casa al fine di sistemare ormeggi o svolgere altre manutenzioni impellenti, necessarie a impedire il deperimento del proprio bene in avverse condizioni meteomarine, per esempio. —
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