Corso Italia, apre il cantiere ma c’è la beffa

Alla fine, tutte le tessere sono andate al loro posto. Almeno sembra. E oggi, questo l’annuncio del Comune di Gorizia, inizieranno i lavori «di ripristino» del tratto disgraziato di corso Italia. Ma c’è anche la beffa. Questo intervento avrà un costo: 13.688,40 euro. Che, per forza di cose, dovrà essere coperto dal Comune attraverso l’avanzo di amministrazione proveniente dal ribasso d’asta. Una beffa nella beffa.
Trafila burocratica
terminata
Finalmente anche l’ultimo, attesissimo “pezzo di carta” è arrivato, con il contestuale via libera ai lavori provvisori di sistemazione del tratto di controviale di corso Italia oggi bloccato dal cantiere fermo.
Ad annunciarlo il sindaco Rodolfo Ziberna e l’assessore comunale ai Lavori pubblici Arianna Bellan. «Venerdì sera, poco dopo le 20, abbiamo ricevuto dal dirigente Alessandro De Luisa un messaggio in cui ci comunicava che anche l’ultimo intoppo era stato superato con la sottoscrizione definitiva di tutte le parti in causa del verbale di riconsegna al Comune dell’area: cosa che ha permesso al direttore dei lavori di dare il via libera all’intervento di ripristino».
Proseguono Ziberna e Bellan: «È stato un vero e proprio travaglio, inaccettabile sotto molti punti di vista perché non è possibile che in situazioni come questa non vengano tutelati gli operatori economici che vedono danneggiata la loro attività. La normativa - rimarcano all’unisono - va assolutamente cambiata sia per ciò che riguarda le procedure d’appalto sia per le gestione dei contenziosi».
«Inoltre – insiste il sindaco - va creato un fondo oppure devono essere previste delle misure di sostegno per gli operatori danneggiati da eventuali fermi di cantiere. Già commercianti ed esercenti si trovano a dover fare i conti con una crisi economica che ancora non è stata superata e con una tassazione pazzesca e non possono combattere anche con i cantieri bloccati. Non è possibile. Sono sicuro che su questa lunghezza d’onda troverò anche i sindaci degli altri capoluoghi regionali per una battaglia unitaria nell’interesse dell’economia delle nostre città».
L’affidamento
dei lavori
Attraverso la determina 689 del 29 maggio scorso si è proceduto all’affidamento dei lavori di sistemazione provvisoria di corso Italia alla ditta “Costruzioni Isonzo srl” di San Pier d’Isonzo. Nel documento c’è la cronistoria dell’intera vicenda. Si ricorda come i lavori, in corso Italia, presero il via il 15 novembre 2016: l’intervento doveva compiersi in 540 giorni naturali, consecutivi e decorrenti dalla data del verbale di consegna. Pertanto, il nuovo corso Italia nella sua interezza doveva essere pronto entro l’8 maggio 2018. È evidente che c’è stato «un abnorme ritardo» (queste le testuali parole contenute nella determina) che ha portato la direzione lavori a mettere in mora la ditta Co.Ge.T. Scarl di Bari.
Nella cronistoria si ricorda anche che, nella consapevolezza dei tempi necessari per l’espletamento della procedura di risoluzione contrattuale e affidamento ad altra ditta dell’incarico di completamento delle opere, la stazione appaltante (il Comune) ha richiesto alla Co.Ge.T. di «provvedere quantomeno alla sistemazione provvisoria dell’area non completata con l’eliminazione dei dislivelli e conseguente rimozione delle reti». Una richiesta rispedita al mittente. Da qui, la decisione di dare vita a una nuova gara d’appalto per l’intervento provvisorio che prevede «l’utilizzo di materiale misto granulometrico stabilizzato per il livellamento delle superfici, il cui vantaggio consiste, oltre che nella facilità e rapidità di messa in opera, di poter essere, in concomitanza con la ripresa dei lavori “veri”, rimosso e riutilizzato».
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