Corte europea, la Slovenia ha violato i segreti della Bce

LUBIANANon sembra mettersi bene per la Slovenia il procedimento giudiziario che la vede nella scomoda veste di imputata alla Corte europea di Lussemburgo. L’accusa è di aver violato le normative europee nel corso delle indagini condotte dai suoi organi giudiziari e di polizia nel 2016 e relative ai sospetti di condotte criminose nella gestione del risanamento del sistema bancario del Paese attuato nel 2013. Il procuratore generale della Corte lussemburghese Juliane Kokott ha affermato nelle sue conclusioni che l'indagine penale presso la Banca di Slovenia ha violato il diritto europeo. Adesso tocca ai giudici emettere il verdetto atteso tra qualche mese.
Il procuratore generale ha in pratica confermato che con l'indagine del 6 luglio 2016, la Slovenia non ha adempiuto agli obblighi previsti dal Protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione, secondo il quale gli archivi sono inviolabili. In particolare, l’accusa sostiene che la polizia slovena ha sequestrato tutte le comunicazioni del governatore della Banca di Slovenia via e-mail e tutta la documentazione sulla postazione di lavoro del governatore stesso o sul suo computer portatile senza prima conformarsi alle regole imposte dalla Banca centrale europea (Bce) o ottenere una decisione del tribunale. Inoltre, la Slovenia non ha adempiuto ai propri obblighi perché, anche dopo il sequestro, non ha consentito alla Bce di individuare documenti relativi all'attuazione dei compiti del Sistema europeo di banche centrali e non le ha dato la possibilità di esprimere le proprie opinioni su possibili ostacoli sul suo funzionamento e indipendenza. Inoltre, non ha dimostrato quali documenti erano necessari per i procedimenti penali e istruttori nazionali, né ha restituito tutti i documenti rimanenti da classificare come appartenenti agli archivi della Bce.
Come anticipato dal quotidiano Delo di Lubiana il documento del Pg europeo, lungo 21 pagine, descrive il contesto della controversia, dall'inizio del procedimento istruttorio sloveno per sospetto di abuso di posizione nella ristrutturazione di una delle banche slovene nel 2013. Spiega che le autorità slovene non hanno accettato la proposta della Bce di un accordo su una procedura comune per la definizione dei documenti della Bce stessa. Che il procuratore generale sloveno considerava tutto ciò un'ingerenza inammissibile nel procedimento istruttorio. Spiega inoltre che i ricorsi della Bce a tutti i livelli in Slovenia, inclusa la Corte costituzionale, sono stati respinti. La Commissione europea, in qualità di accusatrice, è convinta che il sequestro di documenti e hardware informatici della Bce da parte degli organismi di indagine sloveni costituisca una violazione del Protocollo sui privilegi e sulle immunità delle istituzioni dell'Unione. La Slovenia è anche accusata di non rispettare il principio di leale cooperazione.
Il primo ministro sloveno Janez Janša ha proposto, prima della requisitoria del Pg europeo, una soluzione patteggiata al presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in una lettera in cui si chiedeva a quali condizioni Bruxelles si sarebbe ritirata dalla causa. Ma nulla ha fatto seguito a cio. Ora dunque la parola sembra passata definitivamente ai giudici europei. —
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