Covid-19, Lubiana alza la guardia: Italia retrocessa in zona arancione

LUBIANA L’Italia scivola nei Paesi dell’area arancione. Peggio ancora è andata a Croazia, Austria e Ungheria che retrocedono addirittura nella zona rossa, ma non nella loro interezza bensì per alcune, invero molte per la Croazia (ma non l’Istria e Fiume), regioni amministrative. La notizia circolava nell’aria da qualche giorno. E da ieri sera è diventata realtà e cioè al termine della riunione del governo della Slovenia che ha deciso di mutare il proprio quadro promuovendo tra i Paesi europei la sola Polonia e la Serbia tra i Paesi terzi all’area verde. Italia, dunque, peggio della Serbia. E la nuova “graduatoria” entra in vigore oggi.
Ma che cosa significa da un punto di vista pratico, ossia per l’accesso in Slovenia da parte dei cittadini italiani, l’essere stati retrocessi nell’area arancione? In pratica niente in quanto il governo della Slovenia uniformandosi nella sua riunione di sabato alla normativa europea in materia di aree di classificazione per l’incidenza del Covid-19, la cosiddetta raccomandazione “Re-open Eu”, aveva emanato una postilla alla precedente legge in cui si sanciva con precisione che la quarantena o il tampone obbligatorio non è rischiesto ai Paesi dell’Ue o dell’Area Schengen che siano classificati nell’area arancione. L’Italia però resta sotto osservazione.
Dopo essersi adeguato agli standard della Commissione Ue relativi alla classificazione dei Paesi europei in base all’incidenza del Covid-19 e alle relative misure da adottare per permettere l’ingresso attraverso i confini dei cittadini appartenenti ai vari Stati, il governo sloveno ha dunque rivisto le proprie “liste” e lo ha fatto in termini molto più drastici di quanto ci si aspettasse. Sulla decisione hanno pesato molto le valutazioni del Comitato di esperti presso il ministero della Salute per la Pandemia che è stato consultato proprio nella giornata di ieri dall’esecutivo guidato da Janez Janša.—
Intanto a fronte di 1.917 tamponi effettuati in Slovenia, nelle ultime 24 ore i nuovi contagi sono stati 159. Una persona è morta, 80 persone sono attualmente ricoverate in ospedale diciotto delle quali in terapia intensiva.
I dati sul numero di nuove infezioni confermate non sono promettenti, ha detto il portavoce del governo Jelko Kacin. L'8,29% di tutti i test eseguiti sabato è risultato positivo e 80 pazienti con Covid-19 sono ricoverati, ha sottolineato. Secondo Kacin, il governo adotterà misure aggiuntive nei prossimi giorni, oltre a quelle già prese ieri sera per quanto riguarda i confini.
Anche in Croazia la situazione non migliora. Sono 190 i nuovi contagi da coronavirus nelle ultime 24 ore e tre pazienti sono morti. Ci sono attualmente 1.316 contagi attivi nel Paese, 280 pazienti sono ricoverati negli ospedali, di cui 23 collegati a ventilatori.
Il maggior numero di nuovi contagi, 43, è stato confermato nella città di Zagabria. Tra i nuovi contagiati ci sono anche i dipendenti di una casa per anziani, due liceali e una maestra elementare. —
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