Covid e burocrazia: boom di capannoni messi in vendita in zona industriale

TRIESTE
Ex depositi, officine, aree dedicate allo stoccaggio, fabbricati con magazzini, uffici e locali produttivi, nonché grandi superfici all’aperto. Sono tanti i capannoni e gli immobili messi in vendita a Trieste dall’inizio dell’estate tra la zona di via Caboto, le Noghere, San Dorligo e Prosecco. Ampi spazi proposti per lo svolgimento di diverse attività, vecchi o di recente realizzazione, dal più “piccolo”, di 185 metri quadrati, al più grande, che supera i duemila. Secondo Dario Bruni, presidente di Confartigianato Trieste, i motivi di questi movimenti sul mercato sono legati principalmente a due problematiche. La crisi post-Covid, che ha messo in ginocchio le imprese o per lo meno ha frenato alcuni investimenti, e i vincoli ancora esistenti nella zona del Sin, il Sito inquinato d’interesse nazionale.
Tra gli innumerevoli annunci figurano appunto magazzini dismessi, spazi ormai liberati che richiedono manutenzioni o risistemazioni, ma anche locali nuovissimi, come ad esempio uno situato in zona Noghere, 500 metri quadrati interni e altrettanti esterni. «Su richiesta possibilità di ampliamento di ulteriori 2.200», si legge nell’annuncio, che descrive un bene «internamente composto da tre bagni con antibagno, di cui due finestrati, spogliatoio arredato per operai, docce, locale adibito a centrale termica, ufficio, e reparto archivio. Il capannone è in cemento armato prefabbricato di recente costruzione, condizioni pari a primo ingresso». I frazionamenti vengono poi ipotizzati dove gli spazi sono facilmente divisibili. «A Dolina proponiamo in vendita capannone di recente edificazione e in condizioni interne perfette e all’avanguardia, pari a primo ingresso di totali 1.300 metri quadrati. Nel caso siate alla ricerca di una soluzione di una metratura inferiore – si precisa – sottolineiamo la possibilità di frazionare il tutto, dividendo in due unità immobiliari, di 700 metri quadrati interni oltre a 300 esterni ciascuno, acquistabili separatamente». Alcuni evidenziano quindi la posizione. Come nel caso di un’offerta a Prosecco, da 436 metri quadrati per 390 mila euro: «In zona strategica, nelle immediate vicinanze dello svincolo della superstrada di Trieste, ottime condizioni manutentive». E poi: «A pochi metri dal confine con la Slovenia, collegato con una nuova bretella della rete stradale di confine». O, ancora: «Magazzino zona San Dorligo della Valle con comodo accesso autoveicoli, vicino alla ex Grandi motori, ora Wärtsilä, e ingresso per l’autostrada». I prezzi oscillano tra i 180 mila euro per uno spazio di 260 metri quadrati ai 866 mila richiesti per uno da 2.200. In certi casi si fa riferimento a un «nuovo prezzo ribassato».
«Credo che il fenomeno delle vendite sia dovuto a un mix di due fattori», spiega appunto Bruni: «Da una parte il Covid-19, che ha creato una crisi mai vista prima, sicuro ha determinato una perdita economica nelle imprese o ha bloccato chi pensava magari a nuovi investimenti. E poi c’è la questione dei vincoli, che da 20 anni fermano chi ha spazi nel Sin e vorrebbe modificarli. Ma non può farlo perché sono richieste caratterizzazioni e conseguenti bonifiche, con spese onerose, tempi lunghi e complicazioni burocratiche. In questi casi i proprietari preferiscono andarsene, e trasferirsi in zone senza queste problematiche, come ad esempio chi si è già spostato a Monfalcone e Gonars o in Slovenia».—
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