«Cpr e Cara d’ostacolo alle attività di polizia»

Appello del Siulp: «Le forze dell’ordine sono insufficienti a gestire assieme immigrazione e servizi investigativi»

/ Gradisca

«Le forze dell’ordine della provincia di Gorizia sono insufficienti ed impiegate quasi esclusivamente nella lotta all’immigrazione illegale. Ciò comporta un indietreggiamento verso le altre forme di criminalità, anche di stampo organizzativo che, inevitabilmente, da questa situazione traggono grande vantaggio». Il grido d’allarme arriva dal segretario del Siulp isontino Giovanni Sammito. Ed è rivolto al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, in vista della sua imminente visita in regione.

«La storia insegna che già a fine anni Novanta le forze dell’ordine, impegnate massicciamente a contrastare l’emergenza clandestina di allora, furono costrette ad allentare i servizi info-investigativi e di controllo del territorio – argomenta Sammito–. Gli effetti collaterali, però, in termini di incremento di attività criminogena di vario tipo, furono evidenti solo qualche anno dopo, quando, cioè, le forze dell’ordine dovettero confrontarsi con il consolidamento dei fenomeni d’infiltrazione criminale, prevalentemente di stampo camorristico, che misero a dura prova le forze di polizia. Che tuttavia, come la cronaca di allora testimonia, seppero respingere per tempo. Grazie, però, vale ricordarlo, agli apparati di polizia ancora non falcidiati da tagli e blocchi di assunzioni succedutosi ininterrottamente negli anni successivi».

Il timore del Siulp è che quell’esperienza «non abbia insegnato nulla». «Infatti, a fronte di un quadro completamento mutato sotto il profilo degli organici - prosegue Sammito -, siamo nuovamente impegnati a contrastare la stessa emergenza già da troppo tempo. Non bastasse, rispetto ad allora, gravi ed aggiuntive complicazioni derivano dalle esigenze connesse alle strutture di trattenimento (Cpr) e assistenza (Cara) di Gradisca».

Rispetto ad allora tutti gli uffici di polizia, compresi quelli di specialità (Frontiera, Ferroviaria, Postale e Stradale), sono in forte sofferenza per carenza di uomini. In special modo della questura di Gorizia, commissariato di Monfalcone e settore Polizia di frontiera di Gorizia «che da soli hanno perso un quarto della loro consistenza». «In altre parole, rispetto agli inizi del 2000, tra le diverse articolazioni mancano all’appello oltre 100 unità e l’età media di quelli ancora in servizio si attesta tra le più alte del Paese (48 anni) a causa del mancato avvicendamento».

Quello della carenza degli organici nelle le forze di polizia in Friuli-Venezia Giulia, definita «questione nevralgica» nel febbraio dell’anno scorso anche dal procuratore distrettuale di Trieste Carlo Mastelloni, è secondo il Siulp «un gap destinato a peggiorare nel brevissimo periodo». «Basti pensare che da qui al prossimo anno sono previsti una ventina di dipendenti in uscita a fronte di soli cinque in entrata. L’attuale inerzia offre pericolose opportunità di insediamento alle organizzazioni criminali. Gli organici delle forze dell’ordine di questa provincia sono del tutto insufficienti a contrastare il flusso proveniente dalla rotta balcanica e, contemporaneamente, a occuparsi delle strutture per immigrati di Gradisca d’Isonzo. È oramai indifferibile abbandonare l’approccio emergenziale delle aggregazioni, tanto costoso quanto scarsamente efficace, per passare ad un adeguamento strutturale degli organici dei vari uffici», conclude Sammito. –

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