Crisi benzina, Regione pronta a cambiare legge

La Del Piero: ma il prezzo non può essere inferiore alla Slovenia. La Valle D’Aosta mantiene l’agevolata
TRIESTE
Perché i cittadini della Valle d’Aosta continuano ad avere benzina e gasolio agevolati mentre quelli di Trieste e Gorizia no? Perché il prezzo del pieno «scontato» del Friuli Venezia Giulia, almeno nella zona più vicina al confine, non è competitivo con quello sloveno e spinge triestini e goriziani a rifornirsi, come un tempo, al di là del confine nel frattempo caduto? I benzinai tornano all’attacco: denunciano una crisi post-agevolata «gravissima», lamentano vendite dimezzate, parlano di licenziamenti inevitabili, e incalzano la Regione. Con interrogativi, lettere, accuse e proposte: la Figisc Confcommercio, con il presidente Pio Traini, chiede una modifica della legge istitutiva del prezzo a pieno ridotto, la 47 del ’96, per alzare gli sconti e arginare la «fuga» degli automobilisti. La Regione, in risposta, non chiude la porta: «Abbiamo ricevuto una richiesta d’incontro che ovviamente accoglieremo. Siamo disponibili a valutare eventuali modifiche normative, a patto però - avverte l’assessore alle Risorse finanziarie, Michela Del Piero - che rispettino i paletti della legge statale 549 del ’95 da cui discende la benzina a prezzo ridotto».


LA VALLE D’AOSTA La questione carburanti, insomma, tiene banco. Ancora una volta. I benzinai, sottolineando «l’estrema sofferenza del comparto che - incalza Traini - registra al momento un calo di vendite del 50%», non digeriscono la perdita dell’agevolata. Né capiscono «la richiesta di abrogazione del provvedimento» che la Regione ha avanzato e la Finanziaria statale ratificato, creando «morte certa per alcuni impianti e posti di lavoro persi». Non capiscono quella richiesta e non l’accettano tanto più a fronte del fatto che dal 1. gennaio la Valle d’Aosta, finita a sua volta nel mirino di Bruxelles e della direttiva 2003/96/CE, continua a dispensare a ogni automobilista sino a 900 litri di benzina annui a prezzo pressoché dimezzato. «La Valle d’Aosta - accusa Traini - ha agito in direzione esattamente opposta a quella del Friuli Venezia Giulia tant’è che oggi gode ancora dei benefici».


L’ACCUSA In effetti, con una delibera approvata a fine dicembre, la giunta valdostana ha ignorato gli strali comunitari e disciplinato per l’intero 2008 l’erogazione dei contingenti che cittadini e imprese continuano a utilizzare. «Quanto avvenuto in Valle d’Aosta dimostra, se ce n’era bisogno, che la scelta della giunta Illy è stata sciagurata» osserva il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli. E aggiunge: «In un momento in cui le famiglie registrano l’aumento di bollette, interessi sui mutui casa, prezzi dei mezzi di trasporto e pedaggi autostradali, non c’era davvero bisogno di far raddoppiare o quasi il costo dei carburanti in provincia di Trieste, Gorizia e nella fascia confinaria di Udine, togliendo a Gorizia pure lo sconto sul metano da riscaldamento. Sempre a Gorizia, poi, è molto preoccupante anche la posizione delle imprese di autotrasporto che, nelle prossime ore, minacciano gesti clamorosi».


LA REPLICA Del Piero, da parte sua, ricorda che l’addio all’agevolata è stato imposto da Bruxelles e che non c’erano alternative. Quanto alla Valle d’Aosta, risponde l’assessore, «continua in violazione delle direttive comunitarie», e quindi al di fuori della legalità, assumendosi il rischio di un’infrazione.


I PREZZI I benzinai, intanto, incalzano sul terreno più scottante. Quello dei prezzi: «La legge regionale, così com’è, non consente soprattutto in prima fascia di ottenere un prezzo competitivo con la Slovenia, poiché lo sconto viene calcolato sul prezzo minimo praticato in Friuli Venezia Giulia» spiega Traini. Dà man forte il predecessore, Ottorino Millo: «La differenza di prezzo si deve alla gestione più volte contestata della Regione che interpreta a modo suo la legge, e solo per Trieste e Gorizia». Da qui la richiesta pressante della Figisc: «La Regione riveda la legge. Basta modificare un comma. E scrivere che il prezzo, nella fascia confinaria di Trieste e Gorizia, ”è parificato” a quello sloveno anziché lasciare l’attuale dicitura ”non è mai inferiore”. Formalizzerò la proposta - annuncia Traini - in una lettera al presidente Riccardo Illy».


IL TAVOLO La Regione, comunque, garantisce sin d’ora l’apertura del confronto con i benzinai e la ricerca di una soluzione: Del Piero lo ribadisce. Subito dopo, però, sottolinea però il limite da cui non si può derogare perché è quello che rende il pieno scontato «compatibile con la legge statale 459 e con le normative comunitarie»: il prezzo praticato in Friuli Venezia Giulia non dev’essere mai più basso di quello sloveno. Infine, a fronte delle reiterate critiche dei gestori, l’assessore segnala quello che a suo avviso è il vero problema: «I prezzi dei carburanti, nelle province di Trieste e Gorizia, sono tra i più alti d’Italia. E sono comunque mediamente più alti che nelle province di Udine e Pordenone. Pertanto, dovendo la Regione adottare il prezzo minimo e non quello medio proprio per evitare violazioni di legge, gli sconti massimi possibili non sempre bastano, nelle province di Trieste e Gorizia, a compensare la differenza con il prezzo sloveno».
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