Croazia, ospedali sempre più indebitati. I grossisti di farmaci: «Stop alle forniture»

L’associazione: pagamenti in ritardo per 350 milioni di euro, ora le consegne ridotte. L’Agenzia: troveremo un accordo

TRIESTE Gli ospedali della Croazia rischiano di rimanere a corto di medicinali. I fornitori croati di farmaci hanno annunciato che limiteranno le consegne di prodotti ad alcuni ospedali, causa gli elevati ritardi di questi ultimi nel pagamento delle consegne. «Dopo aver finanziato per anni i nosocomi senza ricevere giusto pagamento, la nostra stessa attività è a rischio», ha spiegato Ivan Klobučar, responsabile dell’organo di coordinamento dei grossisti di farmaci all’interno dell’Associazione nazionale degli imprenditori (Hup). Secondo Klobučar, «la responsabilità è solo del governo ha ignorato il nostro problema» e perciò appunto «le consegne ad alcuni ospedali saranno ridotte». Stando ai dati presentati dai fornitori, il debito totale degli ospedali croati ammonta a ben 2,6 miliardi di kune, pari a 350 milioni di euro. Una cifra che cresce ogni mese di 20 milioni di euro.

A rimanere a secco di medicinali saranno innanzitutto gli ospedali che registrano i ritardi più importanti nei pagamenti. Si tratta dei nosocomi di Sisak (50 chilometri a sud di Zagabria), Vinkovci (al confine con la Serbia) ma anche di quello di Dubrovnik, contro cui i grossisti agiranno anche per vie legali. Queste strutture hanno un arretrato di oltre mille giorni nei pagamenti. Ma sono eccezioni. Malgrado la normativa croata preveda un limite di 60 giorni per il saldo dei fornitori, gli ospedali pagano in media dopo 590 giorni dalla consegna, tempo che nel caso di cinque ospedali sale a oltre 800 giorni. E la situazione peggiora di anno in anno. Nel 2017 il pagamento avveniva in media dopo 360 giorni dalla consegna e l’ammontare del debito dei policlinici non superava i 220 milioni di euro.

Così i grossisti di farmaci hanno deciso di passare all’attacco. In una conferenza stampa di qualche giorno fa, hanno chiesto il saldo immediato di almeno il 50% del debito degli ospedali e hanno avvertito che si rivolgeranno anche alla Commissione europea: una simile situazione «minaccia il funzionamento del sistema sanitario croato, che è al servizio di tutti i cittadini dell’Ue», ha precisato Klobučar. I fornitori chiedono poi che entro fine anno i debiti siano riorganizzati e che gli acquisti di farmaci vengano saldati entro 260 giorni dalla consegna.

Per il sistema sanitario croato, già afflitto dalla carenza di personale (la Camera croata dei medici nota che almeno un dottore al giorno richiede documentazione per un eventuale trasferimento all’estero), la sospensione dei rifornimenti di medicinali sarebbe un duro colpo. Anche perché, stando alle stime dei fornitori, i debiti complessivi del sistema sanitario croato si aggirerebbero attorno a un miliardo di euro.

Subito dopo l’annuncio della Hup l’Agenzia croata per l’assistenza sanitaria ha assicurato che questo scenario sarà evitato e che si troverà un accordo con i fornitori. «I croati non devono preoccuparsi, gli ospedali non sono mai rimasti a corto di medicinali e non lo rimarranno ora», ha dichiarato il presidente del consiglio direttivo dell’Agenzia Drago Prgomet, aggiungendo anche che i grossisti di farmaci registrano «ottimi risultati in Croazia» e che malgrado i debiti del servizio pubblico «nessuno di loro è fallito». Così invece il ministro della Sanità, Milan Kujundžić: «Ognuno ha diritto di chiedere quanto gli è dovuto, discuteremo per arrivare ad una soluzione». —




 

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