Oltre le guerre e i confini: le croci del Canin tornano a splendere a quota 2.500 metri

Le croci tornano a svettare sulle cime del Monte Canin, a oltre 2.500 metri di altitudine, e sull'anticima del Canin Piccolo. Dopo anni di deterioramento causato dal gelo e dalle condizioni estreme dell'alta montagna, i due simboli sono stati restaurati e riportati in quota grazie a un'imponente mobilitazione di volontari, associazioni e istituzioni italiane e slovene. L'iniziativa, nata in Val Resia, ha coinvolto i Comuni di Resia, Resiutta, Chiusaforte e Bovec, il Cai, il Parco naturale delle Prealpi Giulie e i militari dei due Paesi. Fondamentale anche il contributo delle imprese locali per il trasporto dei materiali in elicottero. A Sella Nevea si è svolta una cerimonia di ringraziamento, preceduta da un sorvolo simbolico e dalla benedizione della croce maggiore. «Queste croci ci ricordano che la montagna può essere un luogo di incontro, di rispetto, di memoria e di pace», ha sottolineato Anna Micelli, sindaca di Resia e presidente del Parco. Un intervento che diventa anche simbolo di collaborazione oltre i confini.

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