Da luglio stop al Cip6: Ferriera vicina alla chiusura

La centrale Elettra rinuncia agli incentivi successivi. I sindacati denunciano : «Questo è il segnale che la fine dello stabilimento di Servola si sta avvicinando sempre più»
Di Silvio Maranzana

Il fantasma della chiusura della Ferriera di Servola rischia di materializzarsi nel 2013. Secondo fonti sindacali nei giorni scorsi si è infatti aggiunto un altro elemento che avvalora questa minaccia. «Abbiamo saputo - riferisce Franco Palman, rappresentante del consiglio di fabbrica e componente della segreteria provinciale della Uilm - che i responsabili della centrale Elettra hanno chiesto al ministero dello sviluppo economico la risoluzione anticipata della convenzione Cip6 e questo per noi, sebbene sia prevista in argomento anche l’acquisizione del parere del commissario della Lucchini che ancora non è stato dato, è un segnale estremamente preoccupante». E del resto lo stesso commissario Piero Nardi al tavolo svoltosi a Roma nel gennaio scorso era stato esplicito affermando che «alla luce della riduzione degli incentivi Cip6 (in seguito a un pronunciamento del Consiglio di Stato, ndr.), il termine del 2015 sarà certamente anticipato».

Il Cip6 prevede sconti anche «per gli impianti alimentati da combustibili di processo o residui o recuperi di energia». Ne può usufruire la centrale Elettra, che alcuni anni fa è stata venduta dalla Lucchini ad alcuni fondi di investimento inglesi, perché produce energia con i gas refusi che produce la Ferriera che a propria volta trae profitti da questa vendita. Il fatto è che i costi di questi incentintivi vengono finanziati mediante un sovrapprezzo del 6-7% del costo dell’energia elettrica che viene addebitato direttamente ai consumatori finali sulle bollette. È il motivo per cui alcuni settori politici e in particolare Rifondazione comunista attraverso il suo segretario provinciale Antonio Saulle ha chiesto «che quei soldi che alla fin fine sono soldi pubblici vengano utilizzati per dare un futuro lavorativo diverso ai 500 lavoratori della Ferriera e agli altri 300 dell’indotto. Perché è follia che le aziende incassino i soldi e contemporaneamente mettano la gente in strada». Secondo il calcolo di Rifondazione in ballo ci sarebbero 18 milioni: 12 per il 2013 e altri 6 per il primo semestre del 2014. In realtà la richiesta di risoluzione anticipata della convenzione implica il versamento da parte del ministero di un corrispettivo comunque inferiore a quelli che sarebbero stati gli incentivi effettivamente ottenuti.

Da notizie sindacali però Elettra avrebbe approfittato della proroga al 31 marzo per le istanze di risoluzione per poter avere la liquidazione del quantum rinunciando agli incentivi a partire dalla data del primo luglio 2013. Il che farebbe temere una possibile graduale cessazione dell’attività della Ferriera già a partire da quest’estate.

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