Da Passero ai Chiesa: storia per immagini del genio nostrano

Oltre mezzo secolo di produzione di manifesti, bozzetti e artistiche latte raccontano il passaggio tra Otto e Novecento
Di Roberto Covaz

Lo stupore davanti all’artistica efficacia dei manifesti pubblicitari e non solo. L’elogio alla creatività imprenditoriale di “figli” della nostra terra. E ancora la consapevolezza di quanto avanti fosse il Friuli Venezia Giulia nel settore che oggi banalizziamo con il termine marketing, ma che tradotto in “Réclame” assume il significato di arte, capacità artigianali, letteratura e molto altro ancora. Ed ecco che nel momento in cui la Rai rimanda in onda il caro e vecchio Carosello qui a Gorizia si propone la mostra “Réclame. Manifesti e bozzetti del primo ‘900 dal Fondo Passero-Chiesa”.

Merito della Fondazione Carigo e dei suoi collaboratori. Un significativo commiato dell’attuale consiglio di amministrazione.

Quanto esposto ha un richiamo strettissimo con il territorio e riporta immediatamente al ricordo, dei monfalconesi in particolare, della cosiddetta fabbrica della latta di proprietà di Ettore Grassilli, chiusa nel 1983, che a Monfalcone si trovava nei pressi dell’attuale sede centrale delle Poste. Da Ettore Grassilli comincia un percorso a ritroso nel tempo, ben illustrato anche dalle pubblicazioni di Edizioni della Laguna. Proprio Marino De Grassi firma sul catalogo ufficiale della mostra un dettagliato contributo dedicato alle “latte” artistiche. Da Grassilli, dunque, eccoci retrocedere ai personaggi cardine di questa avvincente storia: Enrico Passero e Giuseppe Chiesa.

Enrico Passero fonda a Udine nel 1871 la sua prima tipografia. All’esposizione universale di Milano del 1906 conosce, rimanendone assai colpito, l’artista-imprenditore lombardo Giuseppe Chiesa. Accetta di venire a lavorare a Udine purché gli sia garantito il ruolo di direttore. Ed ecco l’azienda decollare e diventare punto di riferimento dei più importanti marchi e manifestazioni da pubblicizzare.

Passero e Chiesa nel 1907 costruiscono in via Duca d’Aosta a Monfalcone le Officine Passero. L’azienda ha sede legale a Trieste. Non a caso. Perché è nella austriaca Venezia Giulia in fermento irredentista e nazionalista che si captano quei segnali di cambiamento della società e si intercettano mercati internazionali che permetteranno all’azienda un altro, enorme salto di qualità.

Alla morte di Passero la conduzione passa nelle mani di Chiesa, che chiama il lombardo Grassilli, già collaboratore di Passero, ad occuparsi della sede monfalconese fino a quando sarà lo stesso Grassilli ad acquistare la fabbrica. Che per tutti gli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta resterà una realtà del comparto industriale. Ma il cuore della mostra attinge soprattutto dall’imponente materiale di manifesti e bozzetti scaturiti dallo Stabilimento Litografico Passero-Chiesa di Udine. Materiale giunto alla Fondazione Carigo attraverso due acquisizioni: dalla Casa d’aste Stadion di Trieste e dalla Libreria Editrice Goriziana. In tutto quasi 400 tra manifesti e bozzetti realizzati con le più svariate tecniche artistiche. Una produzione che copre più di mezzo secolo di storia, un periodo di drastici ma stimolanti cambiamenti. Per coglierne la portata aiuta l’osservazione di quanto esposto in mostra, dove il legame con la terra isontina emerge in tutta la sua evidenza.

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