Da Roma per scoprire le “buone pratiche” in tema di rifugiati

Nuova riunione, nell’ambito del Consiglio territoriale per l’immigrazione, del “Tavolo provinciale dell’accoglienza per i richiedenti la protezione internazionale”.
All’incontro ha partecipato la dottoressa Cristina De Luca la quale, per conto dell’Istituto psicoanalitico della ricerca sociale di Roma, sta effettuando una serie di incontri in diverse Prefetture italiane con l’obiettivo di monitorare le dinamiche di collaborazione e le buone prassi che sono state attivate per gestire il complesso fenomeno migratorio che coinvolge il nostro Paese. Quindi, la lente d’ingrandimento è stata posizionata sull’esperienza goriziana e isontina.
La riunione - che si svolge, di norma, mensilmente - è stata presieduta come di consueto dal prefetto di Gorizia, dottor Massimo Marchesiello, e ha visto la partecipazione, oltre che del questore, del comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, del vicecomandante della Guardia di finanza, di diversi rappresentanti dei Comuni che ospitano centri di accoglienza per richiedenti asilo, nonché dei vari enti gestori, del direttore sanitario dell’Azienda per l’assistenza sanitaria Bassa Friulana-Isontina, di rappresentanti dell’Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), dell’Ufficio scolastico provinciale, nonché del Centro provinciale istruzione adulti (Cpia).
Nel corso della riunione, fa sapere la Prefettura in una breve nota stampa, sono state evidenziate le best practice che il territorio ha saputo elaborare per gestire il fenomeno dell’accoglienza e garantire lo sviluppo di progettualità legate all’inserimento socioculturale di coloro che hanno ottenuto la protezione internazionale. Si è dato spazio, insomma, alle esperienze volte a integrare queste persone che vengono nel nostro Paese con l’obiettivo di costruirsi una nuova vita.
Da ricordare che il Consiglio territoriale per l’immigrazione è un organismo collegiale, presieduto dal prefetto, che ha il compito di monitorare, a livello provinciale, la presenza degli stranieri la capacità del territorio di assorbire i flussi migratori. Il Consiglio attraverso la «cooperazione sinergica» con gli altri soggetti, istituzionali e non, presenti sul territorio promuove iniziative di integrazione, formula proposte al Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione per risolve problemi locali connessi al fenomeno migratorio.
Il prefetto nomina i componenti su designazione delle amministrazioni, organizzazioni, associazioni o enti interessati. Il Consiglio è composto da rappresentanti delle competenti amministrazioni locali dello stato, della regione, degli enti locali, della camera di commercio, degli enti localmente attivi nell’assistenza agli immigrati, delle organizzazioni dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori extracomunitari.
(fra.fa.)
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