Dal Consiglio comunale via libera al nuovo Regolamento delle entrate

Il nuovo Regolamento generale delle Entrate comunali ieri ha ricevuto l’ok definitivo del Consiglio comunale, ancora “in trasferta” nel palazzo dell’assemblea regionale in piazza Oberdan. Anche a seguito delle lamentele di tanti cittadini, le forze di maggioranza si sono tuttavia impegnate a chiedere che la giunta municipale si faccia parte attiva, in sede Anci (Associazione nazionale comuni italiani), affinché si trovi il modo di superare la commissione aggiuntiva che al momento grava sulle tasche dei contribuenti, a seguito dell’adozione del sistema PagoPa: se ne sono accorti molti triestini che entro domani devono versare la prima rata della Tari.
Il vicesindaco e assessore al Bilancio, Paolo Polidori, ha illustrato quelli che dal punto di vista dell’amministrazione cittadina sono i vantaggi del nuovo testo, a partire dal fatto che «Esatto diventa il braccio operativo “in house” del Comune a tutti gli effetti, vedendosi affidare la competenza su tutte le entrate comunali».
Ha poi sottolineato come Trieste sia uno dei primi municipi in Italia ad aver reso operativo PagoPa (il sistema nazionale per i pagamenti a favore della pubblica amministrazione). Il consigliere Paolo Menis (M5s) ha affermato che «PagoPa semplifica, ma la comunicazione del suo funzionamento da parte di Esatto non è sempre chiara. Non è stato capito che ad esempio il vecchio F24 è temporaneamente ancora in vigore». Ha inoltre proposto un emendamento per limitare il ricorso esterno all’Agenzia delle entrate per le procedure di riscossione.
L’emendamento però è stato respinto, scatenando la reazione non solo dei Cinque Stelle ma anche di Pd, Open e Italia Viva, che in segno di protesta non hanno votato a favore del regolamento (Sabrina Morena di Open ha pure sottolineato di non condividerne lo spirito, considerato di «esternalizzazione»). Il testo è dunque passato con i voti della maggioranza. In sede di approvazione, il capogruppo leghista Radames Razza ha annunciato che alla prossima riunione dell’aula presenterà una mozione sottoscritta da tutte le forze di centrodestra, per chiedere appunto che il Comune faccia pressing sull’Anci èer la questione costi aggiuntivi: «Con il nuovo sistema - ha spiegato a margine Razza - è il contribuente a dover pagare le spese di commissione, il cui importo varia a seconda dell’istituto di riferimento. Ma riteniamo che dovrebbe farsene carico il bilancio dello Stato».
Sempre ieri la ratifica di una variazione di bilancio da 230 mila euro complessivi, stabilita ad agosto, ha suscitato le critiche delle opposizioni verso le modalità di deliberazione della giunta, accusata di non rendere abbastanza partecipe l’aula delle proprie decisioni.
Come riferito da Polidori, la delibera in questione trattava di «provvedimenti urgenti per l’utilizzo di fondi ministeriali e regionali», utili ad esempio all’adeguamento dell’edilizia scolastica alle norme anti-Covid, all’acquisto di libri e alla gestione del sistema bibliotecario, al proseguimento anche in autunno della kermesse “Triste Estate” e così via. «Avremmo voluto un confronto con gli assessori competenti sull’utilizzo di questi fondi», è insorta Antonella Grim (Italia Viva), ottenendo l’approvazione della dem Laura Famulari. Su toni simili anche Menis e Morena. —
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