Dal ministero 300 mila euro alla Biblioteca per gli interventi a Palazzo Werdenberg

Ci sono anche 300 mila euro per la Biblioteca statale isontina di via Mameli tra i 3,1 milioni di euro destinati alla tutela del patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia dal ministero per i Beni e le attività culturali. Il completamento degli interventi edili, l’autorizzazione a fini dell’antincendio e la completa accessibilità dei locali e servizi di Palazzo Werdenberg rientrano tra i 20 progetti del Friuli Venezia Giulia ammessi al programma biennale 2019-2020 del Fondo tutela del Mibact approvato dal ministro Alberto Bonisoli.
A fare compagnia alla Biblioteca di via Mameli ci sono, tra gli altri, il Museo archeologico nazionale di Aquileia (650 mila euro) e il Castello di Miramare (520 mila euro) e Palazzo Morpurgo, sede della Biblioteca statale “Stelio Crise” (413 mila euro).
La notizia del finanziamento ha colto di sorpresa il direttore della Bsi. «Ora stiamo partendo con interventi sull’antincendio, poi con quelli relativi agli impianti igenici, ma comunicazioni ufficiali, non ne abbiamo avute», spiega Marco Menato che comunque è ben felice del contributo ministeriale. «Quando arriva del denaro va sempre bene - nota il direttore -. Gli ultimi grossi lavori sono quelli eseguiti nel 1995 e da allora sono cambiate molte cose».
Menato fa il punto anche sull’intervento di riqualificazione della Sala Petrarca. «Il primo lotto è completato e abbiamo i soldi per il secondo e terzo lotto, ma prima di intervenire, è giusto pensare a cosa ci si farà lì e chi la utilizzerà. Noi al di là dei sotterranei e del magazzino non useremmo quello spazio tutti i giorni. Ci servirebbe due o tre volte al mese e per èStoria, ma serve continuità. Stiamo quindi facendo dei ragionamenti con il Cta. Il Centro regionale di teatro di animazione e figure è radicato a Gorizia da oltre 30 anni e non ha un teatro per le prove e per i piccoli spettacoli. La Sala Petrarca avrà 99 posti e potrebbe essere ideale per certe attività».
Il teatro di figura non ha bisogno di grandi spazi, ma ha bisogno di una struttura diversa da quella del teatro tradizionale. «A loro - prosegue il direttore Menato - servirebbe un palco basso e più lungo e anche per quanto riguarda le strumentazioni, potrebbero esserci necessità particolari. L’ultimo lotto prevede appunto le strumentazioni: che tipo di luci hanno bisogno? e che tipo di poltroncine? Sono domande che se ci poniamo prima, possiamo soddisfare meglio».
Tutto è ancora in divenire, ma, con queste premesse, gli indizi lasciano pensare che la Sala Petrarca potrebbe diventare un punto di riferimento stabile per il panorama regionale e nazionale del teatro di figura e animazione. —
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