Dal salmone al caffè, alla mensa del Consiglio regionale il pranzo costa solo nove euro

Prezzi "popolari" nella buvette dei politici. E per pane e coperto si spendono venti centesimi

TRIESTE. È tutta una questione di pancia. E di portafoglio. La prima si riempie e il secondo, miracolosamente, non si svuota: magie di Palazzo. Per la serie più guadagni e meno spendi, ecco un altro goloso aspetto della vita in Consiglio, che passa per due dei "motori" dell'attività legislativa regionale: il bar e la mensa, entrambi "low cost". È qui che, ogni giorno, si consuma il privilegio della forchetta. Una tazzina di caffè, fuori dalle mura del Palazzo, costa ormai mediamente 1 euro (spesso anche 1.10)? Nella buvette del Consiglio non supera i 70 centesimi. Un piatto fumante di tagliatelle al salmone in trattoria si serve per almeno 7 euro? I consiglieri possono riempirsi lo stomaco con soli 4,20 euro. Per gustarsi un cuberol di manzo alla griglia al ristorante o in trattoria si devono sborsare circa 12 euro? Ebbene, in piazza Oberdan ne bastano 7.50. Senza contare pane e coperto, che per il cittadino comune valgono almeno 1 euro, mentre in Consiglio si fermano a 0,20 cent.

Qualcuno potrebbe obiettare che la differenza di prezzo è sensata, perché si stanno mettendo a confronto una mensa e un ristorante. Peccato che, a Trieste, esiste un esercito di lavoratori che, non avendo a disposizione una tavola calda in azienda (e neppure buoni pasto, come accade a quasi tutti coloro che lavorano nel privato), devono arrangiarsi come possono in pausa pranzo tra piadine volanti, tramezzini, insalatone e piatti di spaghetti.

Gli stessi cittadini che, nella maggioranza dei casi, hanno uno stipendio che volta molto, ma molto più basso rispetto a quello di un consigliere. Insomma, la differenza c'è e si vede, anche se non stiamo parlando di cifre a tanti zeri. Bisogna infatti fare i conti sul lungo perioro, euro dopo euro, giorno dopo giorno. Calcoliamo quanto si spende per un pranzo tipo in Consiglio (dove ovviamente possono mangiare non solo i consiglieri, ma tutti coloro che vi si trovano dentro per lavoro) e in un pub-ristorante fuori. Mettiamo che ci si prenda una pasta al pomodoro, delle verdure alla griglia e una mousse al cioccolato, del pane e una bottiglietta d'acqua da mezzo litro (quest'ultima viene 0,80 cent a Palazzo, circa 1,50 fuori).

Nella mensa del parlamento regionale si devono tirare fuori dal portafoglio 8,90 euro, mentre in un locale cittadino mediamente 15,30. Moltiplichiamo questa cifra per cinque giorni lavorativi ed ecco la differenza: 44,50 euro contro 76,50. La differenza è di 32 euro alla settimana, non male.

 

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