Dal Serpente ai dialetti veneti Razzini nel comitato scientifico

L’incarico è a costo zero, senza gettoni, ma a Federico Razzini, anima storica della Lega nord in città, prima sentinella padana, sta a cuore. Da qualche giorno il capogruppo consiliare del Carroccio, con impiego nel gruppo regionale, è infatti entrato nel direttivo del comitato scientifico per l’applicazione della legge 5 del 2010 sulla valorizzazione delle parlate venete in Fvg, di cui peraltro è “papà” assieme a Piero Camber. Un incarico in passato ricoperto da Ivan Crico, poeta e divulgatore di opere in dialetto bisiaco, e dal gradese Leonardo Tognon (riconfermato), coordinatore artistico del Festival della canzone dialettale. Una legge, quella sulle parlate locali, «messa da Serracchiani nel cassetto», che «si spera oggi possa avere miglior sorte», aggiunge Razzini. Il suo vuole essere un contributo concreto nel Comitato regionale per la valorizzazione dei dialetti di origine veneta: intende promuovere iniziative culturali, in collaborazione con l’Associazione bisiaca. Razzini ci tiene particolarmente in quanto «presidente dell’associazione Territorio e libertà, promotrice di tanti eventi musicali». «Mi vanto infatti – sono le sue parole – di essere quello che ha dato il la alle Serpentade di Sergio Marini. Ho contribuito a creare una rivista satirica non appiattita sulla linea politica di chi era al governo». «Sono stato – conclude il consigliere comunale di maggioranza – il primo a rompere un tabù, perché a differenza di oggi, qui non si poteva dire nulla sui podestà di sinistra. Erano, quelli addietro, anni in cui se combattevi gli indirizzi comunisti venivi discriminato pesantemente e io ne so qualcosa».
Razzini è stato anche recentemente riconfermato alla presidenza dell’istituto Vivaldi, mentre per il ruolo di rappresentante del Comune in seno alla scuola di musica esce Paola Benes ed entra il violinista Simone d’Eusanio. —
T.C.
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