Dal tavolo da disegno alla campagna La svolta verde della giovane Nadia

Da grafica e illustratrice a Trieste, a contadina a Fiumicello. È la storia di Nadia Zorzin che, come molte persone negli ultimi anni, tante anche a Trieste e in regione, ha scoperto l’amore per la terra. Da qualche anno ha lasciato il suo lavoro per aprire una piccola azienda agricola, “Terra di Ciona”, votata alla sostenibilità, e alla cura della biodiversità del luogo che ha scelto, per sè e la sua famiglia. “Ciona” è il soprannome che le hanno dato i suoi due bimbi, forse perché, spiega, è una “ricciolona”.
«Il cambiamento è stato graduale - racconta -. Nel 2008 ho deciso di trasferirmi a Fiumicello per far crescere i miei figli in campagna, tornando alle origini, dove viveva mio nonno. Ho continuato comunque a lavorare a distanza per anni, poi ho cominciato a creare un piccolo orto solo per noi, che successivamente ho ampliato. A piccoli passi la passione aumentava. Ho acquistato le attrezzature, il trattore, per iniziare con le coltivazioni di frumento, e poi l’impegno è cresciuto ancora, fino a quando ho abbandonato l’impegno da grafica e illustratrice definitivamente. Mio marito ha mantenuto la sua attività, anche se c’è un aiuto e un sostegno continuo».
Ma il bagaglio di conoscenze acquisite nel tempo si è rivelato comunque importante. «Mi occupo di comunicazione e promozione della mia realtà, e anche della burocrazia. Sono una contadina moderna in pratica, anche perché oggi - bisogna sapersi destreggiare su più fronti».
Allo stesso tempo Nadia evidenzia la volontà di tornare al passato e alle tradizioni. «L’obiettivo fin dall’inizio è stato quello di rendere lo spazio che abbiamo un posto migliore, trasformarlo in qualcosa di più bello, non con un’agricoltura intensiva. La mia è stata una scelta etica. Avevo la fortuna di possedere un terreno, ero consapevole fin da subito di dover agire con responsabilità. Ho creato anche uno stagno e un bosco, per favorire la biodiversità e anche per tutelare alcune specie, che qui hanno iniziato a nidificare e che probabilmente ripopoleranno questa zona. Non è solo una piccola azienda agricola, ma sono dieci ettari - sottolinea - di amore per la natura».
E Nadia non guarda mai indietro, al suo passato così diverso dal presente. «Sono felice della scelta fatta, prima viaggiavo molto, avevo ritmi più frenetici, poi ho dovuto ricominciare tutto da capo, ripartire però non è mai stata una preoccupazione. Certo potrei mettere a frutto la mia professione precedente in qualche modo, magari - ipotizza - forse un giorno racconterò la via della campagna attraverso i disegni. Intanto mi piace anche condividere con il pubblico il mio amore per la natura, organizzo appuntamenti per mostrare a famiglie e bambini, ad esempio, l’ agricoltura come si faceva un tempo. E intanto sono consapevole che ho ancora tanto da imparare. Non mi spaventa. Mi godo la vita da mamma e da contadina ogni giorno con entusiasmo. Una sfida complessa, che considero comunque creativa e mai noiosa». —
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