Dalla chiesa greca a Miramare Oltre un milione di “chip” da Roma
Il Friuli Venezia Giulia è riuscito a ottenere una fetta da 3,1 milioni della torta da 180 milioni di euro delle risorse destinate dal ministero per i Beni e le attività culturali per 595 interventi in tutta Italia a tutela del patrimonio culturale.
La cifra complessiva regionale (3.101.699 euro), ripartita su 20 progetti per le annualità 2019 e 2020, non raggiunge quelle offerte a Roma per il Vittoriano (3,9 milioni di euro) e la Crypta Balbi (3,5 milioni di euro) e neppure quella data a Pisa per l’Acquedotto Mediceo (3,2 milioni ).
Fra le cifre più significative ci sono comunque quelle destinate al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia (650 mila euro) e al Castello di Miramare (520 mila euro), che da solo vale la metà del milione abbondante dedicato a Trieste. La residenza di Massimiliano e Carlotta ottiene due finanziamenti: 450 mila euro per il 2019 per il nuovo impianto di illuminazione del Parco e 70 mila euro per il 2020 per il completamento del restauro delle cucine storiche.
«Questi due finanziamenti mi stanno particolarmente a cuore», commenta la direttrice di Miramare Andreina Contessa: «Si tratta di risorse preziose che ci consentiranno di aumentare la qualità dell’offerta ovvero estendere la fruizione del parco con un impianto di illuminazione adeguato e rendere nuovamente fruibili le cucine». Il Parco di Miramare, visitato ogni anno da quasi 900 mila persone (terzo sito gratuito più visitato in Italia), si estende su una superficie di 22 ettari che, attualmente, sono privi di un impianto di illuminazione diffuso che preclude la possibilità di realizzare eventi di sera e visite in sicurezza durante l’estate. «Dopo una fase di studio illuminotecnico - spiega la direttrice - inizieremo con un primo lotto che renda accessibile la parte pianeggiante del parco compresa tra castello e castelletto con i viali principali e il parterre, arrivando fino all’entrata di Grignano». Per quanto riguarda l’intervento nelle cucine del castello si tratta di riprendere i lavori di restauro iniziati e mai completati di alcuni anni fa.
«L’interruzione di questi lavori - spiega Contessa - non consente di fatto la fruizione al pubblico degli spazi che potranno essere usati come aule didattiche o sale conferenze». Le cucine, poste al piano seminterrato del castello, sono ambienti voltati che in parte affacciano sul porticciolo e che un tempo ospitavano la cucina vera e propria con tanto di calapranzi, la dispensa, la cantina. Si conservano ancora i forni e una grande cucina in ghisa degli anni Trenta.
Ma a Trieste “piovono” anche 413.500 euro per Palazzo Brambilla Morpurgo che dal 1998 è la sede della Biblioteca Statale Stelio Crise: le risorse serviranno per il rifacimento dell’impianto di rilevazione fumi, la sostituzione del gruppo frigo e il risanamento della parete esterna del deposito librario.
In arrivo da Roma anche 128 mila euro per il restauro conservativo del soffitto della Chiesa di San Nicolò dei Greci, edificio di culto della comunità greco-ortodossa. La chiesa, costruita tra il 1784 e il 1787, conserva sul soffitto il dipinto il Cristo in Gloria, che mostra Gesù circondato dagli angeli, opera del 1821-1823 di un ignoto pittore greco.
A Trieste sono destinati anche 45 mila euro per la conservazione e il restauro del Fondo disegni Pietro Nobile, l’architetto ticinese autore della chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo e di Palazzo Costanzi. Il fondo, acquistato nel 1952 dalla Soprintendenza, è conservato nell’archivio di Palazzo Economo a Trieste: vanta oltre ottomila tavole, disegni sciolti, acquarelli, incisioni e 529 lettere autografe.—
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