Dalla legge Tremonti scure da 1,5 miliardi

Tutta colpa dei tagli, a cominciare da quelli previsti dalla legge 133 del 2008 - ribattezzata legge Tremonti dal nome dell’allora ministro dell’Economia -, che «ha prodotto un taglio progressivo di 1,5 miliardi all’università e ha bloccato il turn-over, permettendolo in forma limitata». La pensa così Matteo Slataper, delegato dell’ateneo triestino per la Federazione lavoratori della conoscenza della Cgil. «Dal 2006 gli atenei italiani hanno visto l’uscita di 20mila docenti, perché non esiste una pianificazione», continua. Non sfugge alla mannaia nessuno, ma «le più colpite sono le università periferiche e quelle del Meridione: in Sardegna alcuni studiosi individuano che nei prossimi dieci anni in alcuni atenei si dovrà procedere con un intervento straordinario oppure si chiuderà tutto. La nostra paura è che anche nel ricco Nord Est, come in Fvg, i finanziamenti siano a rischio. Abbiamo bisogno di forze fresche e di poter assumere». E così, i ricercatori che non hanno la forza di continuare a lottare, mollano il colpo a 40 anni, lasciando l’Italia o cambiando lavoro. Ma anche qui incappano in altre difficoltà. «Alcuni devono nascondere la propria alta specializzazione, perché i datori di lavoro hanno paura che, dati i titoli, poi pretendano di più nel corso del tempo», commenta.
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