Dalla Turchia al Baltico, in Europa quasi mille chilometri di muri

A Est e nei Balcani la maggior parte delle barriere: già nel 2012 la Grecia ne posizionò due
Police officers patrol along a new border fence at the Hungarian-Croatian border near Zakany on October 17, 2015. The border between Hungary and Croatia has been closed to "illegal" migrants, the Hungarian government said, with barbed wire fences being set up to seal the frontier. Croatia announced that it would divert migrants to Slovenia after Hungary said it would close the border with its fellow EU member -- a major transit point for tens of thousands of refugees. AFP PHOTO / ATTILA KISBENEDEK
Police officers patrol along a new border fence at the Hungarian-Croatian border near Zakany on October 17, 2015. The border between Hungary and Croatia has been closed to "illegal" migrants, the Hungarian government said, with barbed wire fences being set up to seal the frontier. Croatia announced that it would divert migrants to Slovenia after Hungary said it would close the border with its fellow EU member -- a major transit point for tens of thousands of refugees. AFP PHOTO / ATTILA KISBENEDEK

BELGRADO. Era il 1989. Trent’anni fa cadeva il Muro di Berlino, l’Europa pensò che l’epoca delle barriere fosse finita per sempre. Nessuno poteva prevedere il tempo delle grandi migrazioni. E dei nuovi muri, sorti come funghi nel Vecchio continente in chiave anti-migranti. Barriere fisiche, come quella ipotizzata in questi giorni fra Italia e Slovenia.

Dove si trovano dunque questi muri? Un po’ dovunque, ma soprattutto nei Balcani e nell’Europa orientale. Ad aprire il nuovo corso già nel 2012 era stata la Grecia, con due “mini-muri” metallici piazzati al confine con la Turchia, alti 4 metri e lunghi una decina di chilometri a tappare le parti più porose della frontiera, segnata dal fiume Evros. A seguire l’esempio, ma più in grande, è stata la Bulgaria nel 2014 con la “grande cancellata” al confine con la Turchia, barriera che nel corso degli anni ha superato i 270 chilometri: e il confine ora «è ben protetto», ha assicurato di recente il premier bulgaro Boyko Borisov.

L’innalzamento delle barriere più controverse risale però al 2015. A far discutere allora era stato lo sbarramento metallico di una trentina di chilometri sistemato al confine greco dalla Macedonia (oggi Macedonia del Nord) per bloccare i disperati che si erano radunati nel campo di Idomeni e volevano proseguire verso nord.

Ma il modello di muro per eccellenza rimane quello realizzato dall’Ungheria di Viktor Orbán e oggi attivo sui 151 chilometri della frontiera con la Serbia, completamente sigillata, e su 300 chilometri di confine con la Croazia: un’opera che ha ridotto drasticamente gli arrivi, passati dai 100 mila dell’ottobre 2015 - periodo della grande ondata lungo la rotta balcanica - ai 315 del mese successivo. Il muro magiaro, negli ultimi 4 anni, è stato potenziato in molti punti nel tratto con la Serbia, con l’uso di sensori di calore, telecamere, oltre che con altoparlanti che avvertono i possibili trasgressori che stanno per entrare illegalmente nel Paese, «un crimine in Ungheria».

C’è poi la struttura installata dalla Slovenia al confine con la Croazia, avviata nel novembre 2015 e completata pochi mesi dopo. E ancora la piccola “Grenzzaune” austriaca piazzata sul confine con la Slovenia, a Spielfeld, per canalizzare i flussi di migranti ma poi rivelatasi di fatto inutile, visto l’assottigliarsi degli arrivi da sud.

L’elenco potrebbe continuare. A fare un censimento aggiornato di tutti i muri europei è stato alla fine dell’anno scorso il think tank Transnational Institute, che ha mappato anche altre barriere. Quella mini di 200 metri tra Norvegia e Russia, la sessantina di chilometri tra Paesi baltici e Russia, l’alta ma corta cancellata che protegge l’ingresso dell’Eurotunnel, tra Francia e Gran Bretagna e quelle nelle enclave spagnole di Ceuta e Melilla, erette a partire dal 1998. E trent’anni dopo la caduta del muro di Berlino, l’Europa, nei calcoli del Transnational Institute, conta così oggi quasi mille chilometri di nuovi muri, in chiave anti-migranti. —


 

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