Dalle “zone 30” ai dossi anti-velocità San Dorligo si schiera con pedoni e ciclisti

Individuare le zone del territorio comunale nelle quali fissare a 30 all’ora il limite di velocità, rivedere la rete delle piste ciclabili, per renderle sicure e trasformarle in attrattive turistiche, eppoi prevedere, in alcuni punti nevralgici, la creazione di dossi per obbligare i mezzi in transito a rallentare, trovare soluzioni per garantire meglio i pedoni quando attraversano sulle strisce. Sono queste le principali voci che saranno contenute nel nuovo Piano del traffico di San Dorligo della Valle, il cui iter di progettazione e realizzazione è stato approvato dal Consiglio comunale, con uno stanziamento di 40 mila euro, grazie a risorse reperite procedendo all’assestamento di bilancio. Si tratterà di uno strumento pianificatorio del tutto nuovo, finalizzato a migliorare complessivamente la circolazione nel territorio del Comune e a rendere più sicura la condizione di pedoni e ciclisti.
A promuovere il Piano è l’assessore a Urbanistica e Trasporti Davide Stokovac. «Il nostro territorio comunale – spiega – è considerato troppo spesso una sorta di scorciatoia per chi deve andare in Slovenia. Abbiamo poi una serie di strade veloci, come la sopraelevata, che sono costantemente utilizzate da camionisti provenienti da vari paesi. Abbiamo allora pensato di intervenire per cercare di migliorare una situazione piuttosto complessa e tutti gli strumenti e gli accorgimenti per garantire la sicurezza del traffico, di pedoni e ciclisti».
Stokovac è soddisfatto anche perché «questo non è uno strumento che l’amministrazione avrebbe dovuto adottare obbligatoriamente, si tratta invece di un documento che esprime proprio la precisa volontà di dotarsi di un Piano che porti a miglioramenti nella circolazione». Non bisogna poi dimenticare che, oltre ai già noti problemi derivanti dal rumore che provocano i Tir che corrono lungo la sopraelevata che unisce Cattinara, la zona industriale e Rabuiese, in prospettiva ci sarà anche un aumento del traffico pesante originata dalla presenza del nuovo Punto franco inaugurato pochi mesi fa a Bagnoli in un’area che l’Interporto ha acquisito dalla Wärtsilä, destinato non solo a logistica e stoccaggio, ma soprattutto ad attività manifatturiere e industriali in regime agevolato. È facile immaginare che, in quella zona, sarà crescente il numero dei mezzi in transito, perciò lì bisognerà dedicare molta attenzione alla disciplina del traffico.
Sempre in occasione dell’assestamento di bilancio e dei lavori da fare, il sindaco Sandy Klun ha parlato in aula anche della valorizzazione della vecchia Stazione ferroviaria di Draga. L’obiettivo è farne un elemento d’interesse storico-culturale in seno alla Riserva della Val Rosandra, anche in virtù della sua collocazione lungo la ciclopedonale Cottur. L’edificio, inaugurato nel luglio del 1887 e testimone delle vicissitudini che le terre che lo circondano hanno vissuto nel corso di questi 132 anni, oggi rischia di diventare un rudere abbandonato.
La volontà dell’amministrazione è invece proprio quella di trasformarlo in un fattore di richiamo, a due passi dalla Val Rosandra, in quello che sarebbe uno straordinario contesto paesaggistico. Klun ha infine assicurato che saranno fatti ulteriori piccoli interventi al teatro Preseren, che recentemente è stato sottoposto a una profonda ristrutturazione.—
Riproduzione riservata © Il Piccolo








