Dall’ex questore Argirò a monsignor Malnati il cordoglio per Colavitti
La notizia della scomparsa del commercialista Piero Colavitti ha destato profondo cordoglio tra quanti lo conoscevano, anche fuori Trieste. «Piero, questo è lo scherzo più brutto che potevi farmi», così l’ex questore di Trieste Natale Argirò. «Sei andato avanti da solo stavolta – continua –, senza avermi al tuo fianco. Certo, ti sono stato vicino tutte le sere durante il tuo ricovero, finché tre giorni fa non hai più risposto ai miei messaggi. Ho sperato in un miracolo fino all’ultimo».
Argirò ricorda quando «nel ’69 alla Scuola San Giovanni, poliziotto di 19 anni affiancavi il giovane tenente Argirò, e specialmente quando la sera, dismesse le uniformi, godevamo delle bellezze triestine. Nacque un’amicizia fraterna, sincera, disinteressata, indissolubile che è durata fino a qualche giorno fa: ti porterò sempre nel cuore».
«Con Colavitti – ricorda il vicario episcopale della Diocesi don Ettore Malnati – abbiamo collaborato per quanto riguarda la diffusione di alcune tematiche culturali ed artistiche, in modo particolare con lo Studium Fidei, con la collaborazione di Sgarbi, anche per la Cattedra di San Giusto autunnale, con la presentazione di libri e letture artistiche»
«Abbiamo un buonissimo ricordo di Piero, era un amico della Caritas, delle nostre attività – racconta il direttore don Alessandro Amodeo –. Era una buona persona, sincera, che mancherà anche a me come amico». Antonella Caroli di Italia Nostra ricorda la sua dedizione ai beni culturali: «Non possiamo dimenticare il ruolo che ha avuto nel tutelare il patrimonio storico della città e in particolare del Porto vecchio. Sicuramente senza la campagna di Italia Nostra, senza Vittorio Sgarbi ma anche senza Piero Colavitti e Barbara Fornasir al Ministero per dettare i vincoli nella notte tra il 22 e il 23 agosto del 2001 non avremmo salvato il Porto vecchio. Piero era una sentinella sul territorio».
Giorgio Cecco, coordinatore triestino di ProgettoFvg, lo ricorda come «un uomo dalla forte personalità, vivacità intellettuale e competenza, sicuramente una perdita per la comunità. Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia». A dedicare un pensiero a Colavitti è stato anche l’attivista Lgbt Antonio Parisi, originario come lui di Monopoli: «Ed io ora con chi discuto, rido fino alle lacrime e parlo del nostro cibo? I triestini ti amavano tanto, e io avevo imparato che nella vita niente è scontato, comprese le affinità elettive». —
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