«De Franceschi deve tornare a produrre»

Il sindaco Altran preme per un vertice. Il Consorzio industriale procede con il raccordo ferroviario
Bonaventura Monfalcone-07.05.2015 Silvia Altran-Sindaco Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-07.05.2015 Silvia Altran-Sindaco Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

«Abbiamo concordato di richiedere un incontro i prossimi giorni con gli assessori regionali competenti che si erano già interessati. Una volta trovato l’imprenditore che è disposto a investire a Monfalcone, ora è necessario e urgente individuare una tempistica per ripristinare la piena operatività dell’impianto».

Non è ancora ripresa del tutto la produzione la Casillo dopo aver acquisito la De Franceschi di Monfalcone, non sono nemmeno ancora stati riassunti i lavoratori messi in mobilità dopo la chiusura dell’impianto. Ed è ancora in piedi, anche se dal punto di vista tecnico la questione seguita dal Consorzio industriale è a una svolta, la vicenda legata alla richiesta della Casillo di riattivare il raccordo ferroviario per portare le merci via rotaia.

Proprio per questo il sindaco di Monfalcone Silvia Altran ha incontrato le segreterie di categoria di Cgil, Cisl e Uil oltre alle Rsu per fare il punto sullo stabilimento De Franceschi. All’incontro erano presenti anche le segreterie provinciali di Cgil Cisl e Uil, in quanto particolarmente interessate alle scelte future della nuova proprietà che, attraverso la possibile riattivazione del raccordo ferroviario della zona Schiavetti e con il già operativo molo navale, determinerebbe la costituzione di un importante polo logistico che farebbe di Monfalcone un punto strategico per le granaglie, creando buone prospettive occupazionali. Il sindaco Altran ha insistito sulla necessità di un vertice con la Regione. «Ora però - insiste il sindaco - è opportuno riprende in mano il discorso per rendere al più presto vitale e operativo l’impianto di via Bagni». Tutto ciò, ha spiegato il sindaco nell’ottica di un intervento che vada a tutelare una realtà industriale che è patrimonio del territorio.

Già nei mesi passati l’amministrazione si era attivata per sollecitare una soluzione per la cinquantina di lavoratori messi in mobilità, incontrando i nuovi vertici aziendali della Casillo e avviando gli incontri con Rfi per il ripristino del raccordo ferroviario. Su quest’ultimo fronte, come detto all’inizio, si sta muovendo il Csim che a fine ottobre ha inviato una lettera ufficiale a Rfi (Rete ferroviaria italiana) e alla De Franceschi di via dei Bagni Nuova per chiedere quali delle tre opzioni tecniche, la «migliore in termini di fattibilità ed efficienza» avrebbero intenzione di scegliere per ripristinare il raccordo ferroviario che collega la De Franceschi con la stazione di Ronchi Sud. La prima prevede la “rottura dei treni” alla stazione centrale di Monfalcone e il ripristino dei binari dismessi della Fincantieri (costi tra i 300 e i 500mila euro). La seconda l’utilizzo dei binari Fincantieri, dopo vari lavori, con costi simili alla prima. Terza e ultima ipotesi quella della realizzazione di due binari nuovi elettrificati allacciati alla rete. Una soluzione più onerosa di circa 1,5 milioni. (g.g.)

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