De Piccoli: il Fvg sblocchi la terza corsia

Il viceministro: basta liti sulla Tav, Illy e Galan collaborino subito per l’A4
TRIESTE
«Il progetto di far passare la Tav lungo i litorali sarebbe una forzatura. Ciò non toglie che le lungaggini burocratiche che si sono accumulate sul progetto della terza corsia sono imperdonabili». A zittire il battibecco veneto–friulano sul tracciato nordestino del Tav ci pensa Cesare De Piccoli, diessino come Lodovico Sonego, veneto come Renato Chisso, nonché viceministro dei Trasporti del governo Prodi. «Spero non si tratti di un vero scontro perché avrebbe effetti devastanti per il Nordest. Altro che Euroregione. Ci si faccia davvero carico di tutto il Corridoio V e non solo del tratto di propria competenza» aggiunge De Piccoli.


LA VICENDA La polemica è nata per la delibera del 17 aprile, nella quale la giunta Galan della Regione Veneto rinuncia al parallelismo tra A4 e Tav nel tratto tra San Donà e Portogruaro, dopo aver assunto analoga decisione nel tratto tra Quarto D’Altino e San Donà. Una delibera che il Veneto rivendica come indispensabile per sbloccare progettazione e costruzione della terza corsia, ma che cela anche l’ipotesi di spostare il corridoio V verso le spiagge di casa e di conseguenza del Friuli Venezia Giulia.


IL VENETO A ribadire la buona fede della delibera (comunque è un’indicazione politica non vincolante ai fini progettuali) è lo stesso governatore Giancarlo Galan. «Abbiamo bisogno come l’ossigeno della terza corsia – afferma - perché quando tra un anno sarà finito il Passante, avere solo due corsie da Mestre a Trieste sarà un problema grave». Il presidente risponde anche a Sonego che aveva chiesto aiuto a Roma: «Qui non deve intervenire il governo, quanto il buon senso». Ma Galan non vuole attaccare i vicini di casa, anzi rilancia il dialogo: «Siamo tutti per il Corridoio V, siamo in piena sintonia con Illy. Quello che diciamo è che se non ci sono i 300 milioni di euro per realizzare le opere necessarie ad attuare il parallelismo e non c’è nemmeno il progetto: è inutile ragionarci ora. Apriamo un confronto sereno, andiamo avanti con la terza corsia visto che le risorse almeno per questa ci sono, e quando sarà il momento discutiamo insieme di Tav».


IL GOVERNO A frenare l’ipotesi di una linea ferroviaria che attraversi le spiagge del Nordest ci pensa però lo stesso governo nazionale: De Piccoli, con estrema chiarezza, afferma che «il progetto non sta in piedi, sarebbe una forzatura. Se non si arrivasse subito a un chiarimento si potrebbe bloccare l’iter progettuale della Tav». Ma non è una posizione contro il Veneto quella di De Piccoli, che ne ha anche per i cugini friulani: «Credo che al di là delle ipotesi sulla ferrovia, la delibera voglia accelerare la realizzazione della terza corsia, che è un collegamento vitale anche per il Veneto. D’altro canto il Friuli Venezia Giulia deve riconoscere che su questa vicenda ha commesso ritardi imperdonabili. I nuovi vertici di Autovie stanno affrontando con serietà la questione, ma si è già perso troppo tempo». Per il viceministro «bisognerebbe davvero che i presidenti delle due Regioni prendessero in mano la situazione e, nel rispetto del federalismo, stabilissero un’intesa forte con lo Stato e i soggetti interessati (Anas e Rfi, ndr).


Serve un tavolo permanente sui problemi concreti delle infrastrutture del Nordest. Non solo sulle ipotesi del futuro, come la Tav, ma sui problemi di tutti i giorni. Partendo dall’emergenza A 4 per poi discutere di Tav e rinnovo delle concessioni». E a Sonego che invoca l’intervento ministeriale per risolvere la diatriba, De Piccoli ricorda che «il ruolo del governo non deve essere riconosciuto a giorni alterni. Il governo è pronto a fare la sua parte ma serve un’intesa tra le due Regioni e una chiara volontà politica. Il problema oggi non è che le Regioni abbiano opinioni diverse ma che non abbiano un luogo per confrontarle. Se qualcosa di buono deve nascere da questa polemica, spero sia un passo avanti in questa direzione».


LA POLITICA E intanto sulla vicenda Tav anche la Cdl del Friuli Venezia Giulia pungola le due giunte a un maggior confronto. «Spero che al di là delle cene di gala e degli incontri per presentare il libro di Illy – dice il parlamentare Renzo Tondo – i presidenti affrontino i problemi concreti che stanno a cuore alla gente». Isidoro Gottardo chiama in causa Illy e l’Euroregione: «Meglio trovare le convergenze in casa nostra prima di fare voli pindarici. Visto che Illy dice che nel 2015 la Regione sarà tra le più avanzate d’Europa, mi chiedo: avremo almeno le strade?».


Martina Milia
Argomenti:autostrada a4

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