Debora conquista i quattro capoluoghi
PORDENONE. Mai come in questa occasione il voto per la scelta del nuovo presidente della Regione è stato così condizionato dai singoli territori. La candidata del centrosinistra, Debora Serracchiani, è riuscita a sfondare oltre i confini tradizionali delle province di Trieste e Gorizia, occupando parte della pianura friulana, ma, soprattutto, conquistando tutti e quattro i capoluoghi di provincia, inclusa la città di Pordenone, tradizionalmente moderata, che alle politiche di soli due mesi fa aveva scelto il centrodestra.
I consensi verso il Movimento 5 stelle si sono dimostrati un voto di protesta, privo ancora di un radicamento nel territorio, tant’è che nessuna delle realtà che alle politiche aveva scelto il comico genovese in maniera così convinta da superare i poli tradizionali è rimasta in mano al nuovo soggetto politico.
FlussiA condizionare in maniera considerevole il dato elettorale è stato il calo dell’affluenza che ha penalizzato soprattutto il voto di protesta e, di converso, a fronte di numeri più bassi delle schede scrutinate, favorito chi è più radicato nel territorio ovvero coloro che riescono a fidelizzare gli elettori con la preferenza scritta accanto alla scheda.
L’altro elemento è che la Serracchiani, più di Tondo, è riuscita a drenare il consenso personale (la “X” solo sul candidato presidente) conquistando 55 mila voti in più rispetto a quelli della coalizione, mentre Tondo si è fermato a 29 mila.
Il differenziale per il Movimento 5 stelle (102 mila preferenze a Galluccio, col 19,2 per cento) rispetto al voto di lista (54 mila consensi corrispondenti al 13,7 per cento) è spiegato proprio dalla mancata trasposizione del voto al simbolo accanto a Galluccio rispetto alla lista che non a caso ha un tasso di preferenze molto più basso rispetto ai partiti tradizionali.
ProvinceCome accennato, a contribuire alla vittoria su misura della Serracchiani il fatto che nelle realtà dove tradizionalmente il centro-sinistra è più forte il distacco con Tondo sia stato nettamente più alto.
Così a Trieste la partita è finita 40,7 per cento a 30,2 a favore della Serracchiani; in quel di Gorizia 46,3 per cento contro 29,7; a Udine il distacco è stato più contenuto (41,8 per Tondo contro il 38 per cento della Serracchiani), a differenza di Pordenone dove Tondo è prevalso col 44,5 rispetto al 37 dell’europarlamentare Pd.
Distacco di 1,8 punti per il governatore uscente a Tolmezzo. Questo spiega perché, con l’arrivo dei dati provenienti dai seggi, il distacco sia partito alto per la Serracchiani (venivano inserite nel sito internet della Regione in prima battuta le sezioni di Trieste e Gorizia) per poi ridursi progressivamente ma senza arrivare mai al sorpasso.
CapoluoghiHanno svolto un ruolo sostanziale nell’assegnare alla Serracchiani - che correva contro il vento della politica nazionale, particolarmente burrascoso per il Pd - quel “quid” in più che ha determinato la vittoria. A Trieste il distacco è stato di quasi 9 punti percentuali (39 a 30), in quel di Gorizia, pur governata da un sindaco di centro-destra, di 1 punto, a Udine, invece, di ben 5 punti percentuali.
Il ribaltamento di fronte si è avuto in particolare a Pordenone con la Serracchiani al 43,3 per cento, contro il 36,9 per cento di Tondo. Non si può non segnalare l’effetto Bolzonello: su 5 mila 966 voti andati al Pd, 3 mila 556 portavano il nome dell’ex sindaco, un dato record.
ComuniDove viene a modificarsi il consenso è determinante quando la sfida è all’ultima scheda come è avvenuto in questa occasione.
Il 24 e 25 febbraio, alle elezioni politiche, il centro-destra aveva conquistato 105 municipi, contro i 79 del centro-sinistra e i 33 grillini, peraltro primo partito nel 61 per cento dei comuni.
Una mappa cambiata radicalmente nel giro di 2 mesi: le bandierine azzurre di Renzo Tondo sono aumentate di 21 unità, passando da 105 a 126, mentre quelle rosse di Debora Serracchiani sono lievitate da 79 a 92, conquistando, specie ai grillini, 13 comuni.
Sono passati dal centro-destra al centro-sinistra Arta, Attimis, Cercivento, Forni di Sopra, Pordenone, Roveredo in Piano, Sesto al Reghena, Tramonti di Sotto e Travesio, mentre Tondo si è rifatto sulla Serracchiani in quel di Pavia di Udine, Preone, San Giorgio di Nogaro, Sauris, Tolmezzo e Venzone.
CandidatiCambi di fronte che sono spesso legati all’effetto candidato locale, come è accaduto a Tolmezzo, ma anche a Sesto al Reghena, Pordenone e Roveredo in Piano. Un valore, quello delle preferenze, inaspettatamente elevato rispetto alle aspettative, un altro dato che fa riflettere in tempi di disaffezione nei confronti della politica.
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