Debora incalza Roma su Ferriera e Porto

TRIESTE. Quei dieci punti percentuali di distacco da Renzo Tondo, conquistati a Trieste alle elezioni, sono un’enormità. Debora Serracchiani non può che cominciare da qui, dalla città in cui ha trionfato e alla quale si sente di restituire subito la fiducia con un «forte impegno» sui temi caldi: Porto, rigassificatore e Ferriera «da inserire nel tavolo di crisi nazionale», garantisce in municipio durante il primo incontro ufficiale con il sindaco Roberto Cosolini. Con Roma Serracchiani intende aprire anche un altro fronte: la revisione del Patto di stabilità che toglie il sonno ai sindaci, sempre più in difficoltà con i bilanci. Una promessa ripetuta pure al sindaco di Pordenone Claudio Pedrotti, che vedrà nel corso del pomeriggio.
Una giornata zeppa di appuntamenti. Prima di Cosolini l’ex europarlamentare ha visitato gli uffici del palazzo della Regione, incontrando il direttore centrale del Lavoro Ruggero Cortellino, il segretario generale Daniele Bertuzzi, i responsabili dell'avvocatura, dell'organizzazione del personale e dell'informazione. Poi è stata ricevuta dal prefetto Adelaide Garufi. E, nel pomeriggio, dal sindaco Pedrotti e dal viceprefetto vicario di Pordenone Alessandra Vinciguerra. Oggi a Udine stesso schema: sindaco e prefetto; così venerdì a Goriza. Un primo giro dei Comuni «per rappresentare l’investimento che la nostra Regione intende fare sui rapporti con lo Stato e con il governo, inclusi i suoi organi territoriali». Incontri che si sono trasformati in precisi indirizzi politici. Il sindaco di Trieste, ora che può contare su una giunta regionale di centrosinistra, torna a fare pressing sul caso Ferriera. «È necessario riprendere i lavori dei contenuti di programma», esorta. Qualcosa inizierebbe a muoversi. Almeno sul piano dei contatti istituzionali. «Mi ha telefonato il ministro Orlando (Ambiente, ndr) e mi ha detto che la prima cosa che farà, sarà venire a trovarci e discutere di Ferriera e rigassificatore», ha annunciato Serracchiani. La governatrice ha confermato a Cosolini, come più volte dichiarato in campagna elettorale, che «la situazione dello stabilimento siderurgico triestino è tra le priorità». Come intende operare la presidente? «Preparare una lettera e prendere contatto con i neo-ministri allo Sviluppo economico e dell’Ambiente affiché Servola rientri nello specifico tavolo di crisi nazionale».
È stato il sindaco a mettere in fila le altre «emergenze» che gravano su Trieste. A partire dalla necessità del rilancio della «vocazione portuale» della città. «Un’altra grande occasione che Trieste può cogliere. Vogliamo - ha rimarcato il primo cittadino - che il capoluogo abbia un ruolo di servizio della regione, affermandosi quale città-regione in una regione europea». Proprio oggi Serracchiani parteciperà alla riunione del Comitato portuale indetta dalla presidente dell’Authority Marina Monassi «per poter avviare le sinergie indispensabili a ribadire come la portualità del Fvg sia la portualità dell’Alto Adriatico».
Ma Cosolini, come gli altri 218 sindaci della regione, è tra l’incudine e il martello del Patto di stabilità. Non ce la fa a chiudere il bilancio: nonostante la manovra Imu su seconde case e fabbricati mancano comunque 4,5 milioni di euro. Che fare? La «collaborazione proficua» che si augurano entrambi punta lì, a rivedere gli accordi con Roma. «Ho preso visione dell’emendamento preparato dai nostri parlamentari - ha spiegato Serracchiani - per far inserire anche il Friuli Venezia Giulia nel decreto che consente lo sblocco delle risorse. Vogliamo ottenere una modifica del decreto», ha puntualizzato. Serracchiani, davanti a Cosolini, ha dettato l’agenda delle priorità per Trieste: «la rinegoziazione del Patto di stabilità e la revisione dell’accordo Tremonti-Tondo e la Ferriera» sono quindi i primi «impegni» della Regione che la presidente ha indicato e ribadito in municipio. L’elenco si è allungato dopo la vista al sindaco di Pordenone Claudio Pedrotti. La governatrice, accompagnata dal consigliere regionale Sergio Bolzonello, l’ex primo cittadino, ha parlato di sanità, carcere, lavoro ed economia. «Ho ritenuto doveroso iniziare la mia attività istituzionale incontrando i Comuni capoluogo», ha evidenziato la presidente. «La tappa pordenonese ha il significato di riconoscere la specificità di questa parte della regione e di affrontare i diversi problemi cercando di avviarli a soluzione, avendo ben presenti gravi limiti del bilancio regionale». Pedrotti e la sua giunta hanno auspicato «rapporti costanti tra Regione e Comune per lavorare assieme sulle cose concrete». Sul tappeto la realizzazione dell’ospedale. «Inizia un ragionamento che vedrà la nuova giunta impegnata nell’analisi di tutto il lavoro fin qui svolto - ha osservato l’ex europarlamentare - dagli elaborati progettuali alla bozza di accordo di programma alla prospettive di finanziamento pubblico e privato dell’opera».
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