Debora stravince in terra isontina

La coalizione di centrosinistra chiude a quota 48,37% Il centrodestra al 29%. M5S perde due terzi dei consensi
Di Stefano Bizzi
Bumbaca Gorizia 22.04.2013 Elezioni Regionali risultati - Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 22.04.2013 Elezioni Regionali risultati - Fotografia di Pierluigi Bumbaca

GORIZIA. L’Isontino si conferma di centrosinistra. In provincia di Gorizia Debora Serracchiani stravince con il 46,28% dei voti. Renzo Tondo si ferma al 29,75%. Saverio Galluccio raggiunge quota 22,21%, mentre Franco Bandelli non va oltre l’1,76%. A livello di coalizione il centrosinistra fa ancora meglio: Pd, Sel, Italia dei Valori, Slovenska skupnost e Cittadini per Debora Serracchiani presidente strappano il 48,37% (21.807 voti). Anche nel centrodestra la coalizione fa meglio del suo candidato: Pdl, Lega Nord, Udc, Partito Pensionati e Autonomia responsabile per Renzo Tondo rosicchiano punti al Movimento 5 Stelle che, come partito, scende al 16.08%. Sostanzialemente invariato invece il risultato dei bandelliani: la lista Un’altra Regione chiude a 1,24%.

Per quanto riguarda l’affluenza, il dato dell’Isontino è leggermente superiore a quello della media regionale, ma rimane comunque basso: su 119.924 aventi diritto, al seggio si sono presentati 63.090 elettori. In termini percentuali significa 52,61% (50,48% Friuli Venezia Giulia). Cinque anni fa - quando la consultazione era legata alle politiche nazionali e in corsa contro Renzo Tondo, per il centrosinistra, c’era solo l’allora governatore uscente Riccardo Illy - avevano votato 93.917 persone, pari al 77,41% del totale.

Oltre ad essere il primo partito provinciale, il Pd è il primo partito anche in 20 dei 25 comuni isontini. Il centrodestra si impone solo in tre municipi: vince a Gorizia e a Grado con il Pdl, a Dolegna del Collio domina con la Lega Nord (55,36%). A Medea il centosinistra centra il primo e il secondo posto, ma davanti non ci sono i democratici, c’è la lista dei Cittadini per Debora Serracchiani, trascinata dal sindaco Alberto Bergamin. Discorso analogo a San Floriano del Collio dove sul gradino più alto del podio si piazza la Slovensaka skupnost.

Grazie ai 15.189 voti raccolti dai democratici (33,71%), a livello provinciale il Pd ha più che doppiato gli avversari. Il Movimento 5 Stelle - che come alle politiche di febbraio rimane la seconda forza isontina - raccoglie 7.248 voti, mentre il Pdl - terzo - si ferma poco sotto i “grillini”: 7.216 (pari al 16,01%).

Nonostante questa performance, rispetto al 2008, i democratici hanno perso quasi due punti percentuali (-1,95%) e 9.361 voti. Per quanto riguarda la coalizione di centosinistra il saldo è negativo del 6,27% e di quasi 16mila voti. Nell’analisi dei dati, oltre al calo generalizzato della fiducia degli elettori nei confronti della politica, si deve tenere conto anche di un altro fattore: la presenza di quattro canidati anziché due soli. In ogni caso, il paragone con quanto accaduto cinque anni fa resta significativo e anche la classe politica locale deve continuare a interrogarsi sul suo futuro.

Una prima analisi sul risutato ottenuto nell’Isontino dal centrosinistra la fa il presidente della Provincia Enrico Gherghetta che lancia una frecciata ai vertici del partito: «Da noi ha pagato la decisione di presentare una lista di giovani. Pur nella grande difficoltà del Partito democratico, nell’Isontino abbiamo dimostrato di avere un buon radicamento. Se avessimo aspettato Roma, saremmo sicuramente morti».

Quanto alla coalizione di centrodestra il confronto con il 2008 dice che il patrimonio elettorale è stato letteralmente dimezzato. Nonostante il numero di liste a sostegno di Tondo sia aumentato (cinque contro le quattro del 2013) il numero di voti è crollato da 31.238 a 15.468 voti e in “classifica gerenale” la Lega Nord è scivolata dal terzo al sesto posto (5,09%). Oltre che dal M5S, il Carroccio ha subito il sorpasso della lista “amica” Autonomia responsabile (8,54%) e dei “nemici” del Sel (6,24%). A completare la classifica ci sono i Cittadini (4,45%), l’Udc (3,33), la Slovenska skupnost (2,80%), il Partito Pensionati (1,35%), Un’Altra Regione (1,24%) e, a chiudere, l’Idv (1,18%).

Per il Movimento 5 Stelle l’unico paragone possibile è quello delle politiche di febbraio. In due mesi esatti i grillini hanno diperso quasi due terzi del proprio bacino elettorale: passando da 20.361 preferenze a 7.248 (-13.113). In termini percentuali si legge: -9.47%.

Nessun paragone possibile infine per Un’altra Regione.

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